Terrorismo: arrestato a Potenza macedone legato a estremismo islamico

Pubblicato il 11 luglio 2018 alle 16:52 in Europa Italia

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Agim Miftarov, macedone di 29 anni, è stato arrestato, mercoledì 11 luglio, dai Carabinieri dei Ros in provincia di Potenza, con l’accusa di addestramento ad attività con finalità di terrorismo internazionale.

Nell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Miftarov, il gip Anna Maria Gavoni ha motivato la misura sostenendo che “risultano granitici elementi che dimostrano l’adesione dell’indagato all’ideologia di organizzazione terroristiche estremistiche islamiste”. In particolare, durante le perquisizioni nella casa di Miftarov, sono stati rinvenuti droni, abbigliamento militare e un cellulare, nel quale sono state trovati numerosi video di propaganda jihadista e ricerche su tecniche di auto addestramento, in particolare con riferimento all’uso di droni armati e alla realizzazione fai da te di pistole taser. Miftarov aveva visto circa 900 video per apprendere come modificare armi o acquisire tecniche di addestramento. Per il gip, pertanto, esistono “corposi elementi specifici che attestano la sussistenza di esigenze cautelari” e giustificano l’adozione della misura detentiva. In particolare, gli inquirenti hanno accertato che Miftarov ha cercato di acquistare armi su internet, dove ha pubblicato una serie di foto con la bandiera dell’Isis, e ha tentato di stabilire contatti con soggetti radicalizzati in Siria. Sui social network, peraltro, aveva circa 4 mila contatti legati agli ambienti dell’estremismo islamico. Secondo il gip, “la gravità e attualità dei fatti fa ritenere imminente e concreto il pericolo che dalle condotte dell’indagato scaturissero reati ancora più gravi quale quello di porre in essere un attentato”.

Gli inquirenti hanno riferito che il ventinovenne viveva come un eremita in un appartamento a Tolfa, in provincia di Viterbo, dove svolgeva l’attività di boscaiolo, e aveva sviluppato una sorta di terrore nei confronti delle forze dell’ordine, al punto da evitare di recarsi al pronto soccorso dopo essersi ferito con un’ascia.

Dal 27 aprile, quando i Carabinieri hanno avviato le perquisizioni nel suo appartamento, Miftarov risiede nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio, in provincia di Potenza.

L’ultimo caso di espulsione per motivi di sicurezza dello Stato e, in particolare, contatti con gli ambienti dell’estremismo islamico risale a martedì 10 luglio, quando è stato espulso un tunisino di 26 anni, residente a Genova. L’uomo era entrato in Italia, dalla Francia, nel 2014, con un permesso di soggiorno per motivi di studio, ed era sotto controllo dal 2015, per i suoi contatti sui social media con un connazionale reclutatore dello Stato Islamico e gli ambienti dell’estremismo islamico. Si è trattato della sessantaduesima espulsione con accompagnamento alla frontiera effettuata nel 2018, nei confronti di cittadini stranieri ritenuti vicini ad ambienti islamici radicali.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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