Summit NATO: sale la tensione fra alleati

Pubblicato il 11 luglio 2018 alle 14:13 in NATO

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È cominciato mercoledì 11 luglio, a Bruxelles, il vertice della NATO, che durerà due giorni e riunirà i capi di governo dei 29 Paesi alleati, nonché di alcuni partner non membri dell’Alleanza, inclusi la Finlandia e l’Afghanistan, per un totale di oltre 40 leader.

In vista di quello che si rivelerà come uno dei summit NATO più complessi degli ultimi anni, i funzionari americani ed europei hanno raggiunto alcuni accordi che saranno annunciati ufficialmente al termine del vertice. Tali accordi includono il miglioramento della prontezza dell’Alleanza e, in particolare, della sua capacità di spostare le truppe, se necessario, più rapidamente, il rafforzamento del suo ruolo nella missione di addestramento e assistenza in Iraq, progressi nel campo della cybersecurity, l’istituzione di due nuovi comandi, uno in Germania e l’altro negli Stati Uniti, e un impegno costante ad aumentare le spese in difesa.

È proprio quest’ultimo uno dei temi più “caldi” che verrà affrontato nel corso del vertice e che suscita preoccupazioni in Europa e tensione con l’alleato transatlantico. Dalla campagna elettorale del 2016, il presidente americano, Donald Trump, atterrato in Belgio con l’Air Force One, il 10 luglio, ha ripetutamente richiamato gli alleati sulla questione della condivisone degli oneri finanziari. Nelle scorse settimane, il presidente americano ha inviato lettere ad alcuni alleati, tra cui Germania, Belgio e Canada, chiedendo loro di aumentare le spese e minacciando di modificare la presenza militare americana in Europa.

“Molti Paesi della NATO, che ci si aspetta che gli Stati Uniti difendano, non solo sono al di sotto della soglia del 2% (che è bassa), ma sono anche inadempienti nei pagamenti da anni. Rimborseranno gli Stati Uniti?”, ha twittato Trump, martedì 10 luglio, in rotta verso Bruxelles. Nel lasciare la Casa Bianca, il presidente americano ha affermato che la NATO non sta trattando in modo equo gli Stati Uniti. “Noi paghiamo troppo e loro pagano troppo poco, ha dichiarato Trump, che, tuttavia, ha rassicurato sulla possibilità di ricomporre le divergenze.

Parole, queste, che non bastano a tranquillizzare i leader europei che temono, in particolare, che il presidente americano persista nella minaccia di rimuovere o ridurre la protezione militare americana per gli alleati, nonostante le rassicurazioni di alcuni funzionari statunitensi, fra cui il segretario della Difesa, James Mattis, e l’ambasciatore degli Stati Uniti alla NATO, Kay Bailey.

Un alto funzionario europeo ha riferito alla CNN che i membri dell’Alleanza sono pronti ad affrontare lo scenario peggiore possibile, cioè che Trump ripeta la sua minaccia di interrompere o ridurre la cooperazione in materia di difesa con gli alleati NATO che non rispetteranno l’obiettivo di destinare il 2% del PIL alla difesa entro il 2024, deciso in occasione del vertice del Galles del 2014. Tale decisione avrebbe effetti estremamente rilevanti, in quanto sminuirebbe il significato stesso di “difesa collettiva”, cuore del trattato nordatlantico. Secondo gli Europei, peraltro, un simile scenario avvantaggerebbe il presidente russo, Vladimir Putin.

Anche alcuni esperti sostengono che la discordia tra gli alleati potrebbe minare l’alleanza in modi che vanno a vantaggio di Mosca. Secondo un ex funzionario del Dipartimento della Difesa americano, Derek Chollet, “sarebbe molto preoccupante se dal summit emergesse un segnale di spaccatura. Uno dei principali obiettivi strategici di Putin è che Stati Uniti ed Europa siano divisi e che l’alleanza sia debole. Ciò che vuole ottenere è che tutti dubitino del fatto che gli Stati Uniti sono al loro fianco”.

Trump incontrerà Putin a Helsinki, in Finlandia, il 15 luglio, dopo una visita nel Regno Unito. In merito all’incontro con il leader del Cremlino, peraltro, prima di lasciare Washington, Trump ha dichiarato che questo “potrebbe rivelarsi la parte più facile” del suo tour in Europa. Il presidente dell’Unione Europea, Donald Tusk, il 10 luglio, ha replicato, richiamando il leader statunitense. “Cara America, apprezza i tuoi alleati, dopotutto non ne hai così tanti”, ha sottolineato Tusk, prima di ricordare a Trump che le truppe europee hanno combattuto a fianco degli americani in Afghanistan, dopo l’11 settembre. Tusk ha lanciato un avvertimento a Trump, in vista del suo incontro con Putin, quando lo ha pregato di ricordare chi è il suo “amico strategico” e chi il suo “problema strategico”.

L’Europa, intanto, si dichiara pronta ad affrontare qualsiasi scenario, mantenendo però la speranza che quella di Trump sia “solo retorica”. I membri della NATO hanno rilasciato una dichiarazione congiunta con la quale hanno ribadito “l’impegno costante in tutti gli aspetti dell’investimento in difesa, come concordato nel vertice del Galles del 2014” e hanno aggiunto che “presenteranno piani nazionali credibili sulla sua attuazione”. Secondo quanto riportato da The New Arab, solo 7 Paesi europei della NATO, Gran Bretagna, Grecia, Lettonia, Estonia, Polonia, Lituania e Romania, raggiungono l’obiettivo di spesa del 2% nel 2018. Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, tuttavia, ha sottolineato che dal 2014 le spese militari sono aumentate in Europa e che i membri stanno facendo sforzi per raggiungere l’obiettivo, in particolare la Germania, spesso oggetto delle critiche di Trump.

Un alto funzionario della NATO ha minimizzato le preoccupazioni sul futuro dell’Alleanza, sostenendo che è “nell’interesse sia dell’America che dell’Europa” che la NATO rimanga forte. Sul versante europeo, invece, un funzionario ha suggerito che la retorica di Trump è solo per il consumo politico interno. A questo proposito, non manca chi sostiene che Trump non ha davvero intenzione di “far saltare” il vertice, dal momento che, al Congresso, c’è un significativo sostegno bipartisan alla NATO e rancore nei confronti di Mosca. Qualsiasi decisione, come limitare il coinvolgimento americano nelle esercitazioni dell’Alleanza, porrebbe il presidente americano in cattiva luce al Congresso, in un momento in cui, fra le altre cose, sta cercando di incassare la conferma del legislativo sul candidato proposto alla Corte Suprema. Altri esperti, tuttavia, avvertono che la retorica di Trump potrebbe avere un effetto logorante sulle relazioni tra alleati.

Ad oggi, pertanto, sebbene la NATO appaia più forte che mai dal punto di vista militare e pronta ad espandersi per contenere la potenza russa, invitando la Macedonia ad avviare colloqui di adesione e sfidando gli avvertimenti di Mosca contro l’allargamento del blocco nei Balcani, le tensioni politiche minacciano di incrinare i rapporti nell’Alleanza stabilita nel 1949 in funzione antisovietica. Il confronto, peraltro, non riguarderà solo la questione della spesa per la difesa. Ci sono altre questioni da discutere, ha chiarito Trump, compresi affari non NATO, come le relazioni commerciali con l’Europa. 

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Roberta Costanzo

di Redazione

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