Siria: ISIS e ribelli attaccano

Pubblicato il 11 luglio 2018 alle 10:14 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Sono almeno 14 i combattenti filogovernativi e ribelli, recentemente riconciliati, uccisi da un’autobomba suicida in un villaggio nel sud della Siria, martedì 10 luglio. L’ISIS ha rivendicato l’attacco in una dichiarazione pubblicata sull’app di messaggistica, Telegram. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha dichiarato che l’esplosione ha colpito Zaizun, un villaggio prima sotto il controllo dei ribelli, ma recentemente consegnato alle forze del regime di Bashar al-Assad. L’offensiva è stato attribuita a Jaish Khalid ibn al-Walid, una fazione che ha giurato fedeltà allo Stato Islamico, non vincolata dall’accordo tra ribelli e governo, la quale riterrebbe il controllo di una sezione di territorio meridionale vicino a Zaizun. Tale attacco corrisponde al primo attentato suicida contro le forze del regime da quando è stata lanciata l’offensiva su Daraa.

Un attacco congiunto tra ribelli siriani e forze islamiste ha invece causato la morte di almeno 27 combattenti filogovernativi e 40 feriti, in un attacco nella Siria nord-occidentale, lunedì 9 luglio. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha dichiarato che l’offensiva a sorpresa ha preso di mira diversi villaggi e punti di osservazione detenuti dal regime nella provincia costiera e roccaforte governativa di Latakia, nei pressi del confine con la Turchia. Tra le 27 vittime vi erano sia forze di regime, sia combattenti alleati, tra cui 8 ufficiali, uccisi tra scontri e bombardamenti nella provincia di Ateira, a circa 2km dal confine turco. Il bilancio delle vittime ha reso l’attacco l’assalto locale più sanguinoso portato avanti dall’opposizione negli ultimi 3 anni. Latakia è una delle roccaforti del presidente siriano, Bashar al-Assad, sede della base aerea di Hmeimim, dove si trovano truppe e aerei militari russi dal 2015. La roccaforte russa è stata un frequente bersaglio di attacchi da parte delle forze di opposizione nel 2018. L’offensiva più grande in tale contesto risale all’8 gennaio, quando l’esercito russo ha abbattuto 7 dei 13 droni lanciati contro la base aerea, costringendo il resto dei dispositivi ad atterrare.

I bombardamenti del governo di Assad nel sud della Siria sono iniziati il 19 giugno e hanno causato la morte di più di 160 civili, costringendo inoltre più di 330.000 persone a lasciare le loro case. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, Assad, grazie al supporto militare dei suoi alleati, in primis Russia e Iran, controlla attualmente l’80% della provincia di Daraa, mentre i ribelli ritengono circa il 15% del territorio in questione. L’offensiva governativa si è conclusa venerdì 6 luglio, quando Mosca ha negoziato un accordo di cessate il fuoco con i ribelli. Tale intesa prevede la resa delle armi pesanti e delle città della provincia meridionale, in cambio di garanzie di sicurezza e passaggio sicuro verso altre aree del Paese. 

Anticipando un possibile attacco da parte del regime, migliaia di persone sono fuggite dalla zona tenuta dall’ISIS, tra il 10 e l’11 luglio, dirigendosi verso le Alture del Golan occupate da Israele. Attualmente sarebbero circa 200.000 gli sfollati in cerca di un rifugio lungo la frontiera tra Siria e Israele, la quale però rimane sigillata secondo le Nazioni Unite. Il capo dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman, ha dichiarato che una volta finito con i ribelli presenti nel sud del Paese, ci si aspetta che il regime attacchi gli ultimi territori detenuti dall’ISIS.

Il gruppo affiliato all’ISIS responsabile per l’attacco del 10 luglio, Jaish Khalid ibn al-Walid, era un tempo chiamato Brigata dei Martiri di Yarmouk. Tale aggregazione ha combattuto numerose battaglie con gruppi ribelli da quando ha ottenuto il controllo dell’area della Yarmouk Valley. Il gruppo inizialmente era parte della princiupale opposizione al regime, fino a quando non è stato accusato di aver promesso fedeltà al leader dell’ISIS, Abu Bakr al-Baghdadi, scatenando una guerra con gruppi ribelli locali.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Alice Bellante

di abellante

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.