Messico: più di 500 politici e funzionari uccisi durante la campagna elettorale

Pubblicato il 11 luglio 2018 alle 21:00 in Messico

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Secondo l’ultimo Rapporto sulla violenza politica della società messicana di consulenza Etellekt, durante il processo elettorale per l’elezione del Presidente, il populista Andrés Manuel López Obrador, sono stati uccisi nel Paese più di 500 politici e funzionari.

Dall’8 settembre al 1 luglio sono stati registrati un totale di 523 omicidi, ovvero quasi due al giorno; di questi 152 contro politici, inclusi candidati e pre-candidati, e 371 contro funzionari governativi.

Il numero delle aggressioni ammonta a 1203 (774 contro politici e 429 contro funzionari).

Il rapporto conclude che nel periodo della campagna elettorale è stato registrato il maggior numero di episodi di violenza contro la classe politica, per un totale di 590 a partire dal 30 marzo, quando le campagna ha avuto inizio ufficialmente, fino alla sera del 1 luglio.

Otto giorni prima delle elezioni, Lorenzo Córdova, presidente dell’Istituto Nazionale Elettorale (INE), ha affermato che la violenza nel Paese non rappresenta un fattore nuovo e che non ha alcun collegamento diretto con il processo elettorale.

“Il processo elettorale si inserisce in un contesto di violenza presente da tempo nel nostro Paese, a prescindere dalle elezioni, ma posso ad ogni modo confermare che si è trattato del più violento nella storia del Paese”, ha dichiarato il presidente dell’INE.

Nel corso del 2017, inoltre, sono stati registrati 29 mila omicidi intenzionali, secondo i dati del Sistema Nazionale di Sicurezza Pubblica.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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