Israele punta alla Luna

Pubblicato il 11 luglio 2018 alle 12:52 in Israele Medio Oriente

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SpaceIL, un’organizzazione israeliana no profit, martedì 10 luglio, ha annunciato l’intenzione di lanciare il primo veicolo spaziale dello Stato ebraico sulla Luna entro dicembre, con la speranza di rivendicare la presenza israeliana tra l’élite high-tech. Tale successo renderebbe il Paese il quarto Stato a completare con successo una missione sull’unico satellite naturale della Terra.

La navicella spaziale senza equipaggio, a forma di baccello, alta un metro e mezzo, dovrebbe pesare circa 585 chili al momento del lancio. Il veicolo ha 4 gambe in carbonio e il carburante occupa circa 2/3 del suo peso. Le stime degli organizzatori di SpaceIL prevedono che, se tutto andrà secondo i piani, atterrerà sulla Luna il 13 febbraio 2019. La nave verrà lanciata da un razzo SpaceX Falcon 9 dell’azienda spaziale dell’imprenditore americano, Elon Musk, da Cape Canaveral in Florida. Tale missione includerà anche la trasmissione di immagini e video dopo l’atterraggio, oltre che una ricerca sul campo magnetico della Luna. Nonostante ciò, il primo obiettivo sarà quello di piantare la bandiera israeliana sul corpo celeste, con il dispiacere dei palestinesi e dei loro sostenitori, secondo quanto riporta The New Arab.

“La nostra navicella spaziale sarà la più piccola mai atterrata sulla Luna” ha dichiarato Ido Anteby, il direttore generale di SpaceIL. L’organizzazione no profit in questione è stata fondata nel 2011 da un gruppo di ingegneri con un budget di 90 milioni di dollari, che li ha costretti a sacrificare dimensioni e capacità operative per effettuare viaggi più efficienti. Il veicolo destinato al viaggio nello spazio è stato inaugurato martedì 10 luglio presso l’appaltatore statale della difesa Aerospace Industries.

Dal 1966, gli Stati Uniti e l’ex Unione Sovietica hanno installato circa 12 astronavi senza equipaggio sulla Luna, utilizzando la forza frenante per effettuare atterraggi “soft”. La Cina ha fatto lo stesso il 14 dicembre 2013.

Arrivata a 60.000 km sopra la terra la navicella spaziale israeliana si sgancerà per andare in orbita intorno al Pianeta con le ellissi in espansione. Circa due mesi dopo, attraverserà l’orbita lunare, rallenterà ed effettuerà un atterraggio morbido per non danneggiare il veicolo. “L’atterraggio è la parte più complicata. La zona scelta è relativamente piatta e la navicella spaziale dovrebbe avere contatto visivo con la Terra per la comunicazione” ha dichiarato Anteby, aggiungendo poi che dal momento in cui il veicolo raggiungerà il punto d’inizio dell’atterraggio, gestirà tutto in maniera completamente autonoma.  

SpaceIL è sostenuta principalmente da donatori privati, tra cui il magnate del casinò statunitense, Sheldon Adelson, e il miliardario Morris Kahn, cofondatore di Amdocs, una delle più grandi aziende high-tech israeliane.

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Alice Bellante

di abellante

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