IOM: 72.176 migranti rimpatriati volontariamente nel 2017

Pubblicato il 11 luglio 2018 alle 9:16 in Europa Immigrazione

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Nel 2017, 72.176 migranti sono stati rimpatriati volontariamente grazie al sostegno dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), attraverso i programmi di Rimpatrio Volontario e Reintegrazione Assistititi (AVRR). È quanto riferisce il nuovo report dell’IOM intitolalo Assisted Voluntary Return and Reintegration 2017 Key Highlights.

La cifra indicata rappresenta una diminuzione del 27% rispetto al 2016, quando 98.403 migranti furono riportati nei Paesi di origine volontariamente, ricevendo altresì supporto per la reintegrazione nelle comunità locali. Tale diminuzione, spiega il report, è stata dovuta soprattutto a un minor numero di richieste di rimpatrio volontario nell’ambito dell’Area Economica Europea (EEA) e in Svizzera, che è rimasta comunque la zona in cui è stato registrato il più alto numero di rimpatriati. Inoltre, il numero dei beneficiari dei programmi di ripatrio volontario e reintegrazione, nel 2017, è stato comunque maggiore rispetto a quello registrato nel periodo tra il 2005 e il 2015.

I 72.176 migranti rientrati in patria sono partiti da 124 Paesi diversi, venendo rimpatriati in 165 Stati di origine. La Germania è continuata ad essere il Paese dal quale è stato rimpatriato il maggior numero di migranti, pari al 41% del totale, mentre l’Albania è rimasta il principale Stato di origine dei migranti. Circa 1/3 degli stranieri assistiti dall’IOM erano donne, mentre ¼ erano bambini. Del totale, 3.331 persone sono state identificate essere in situazioni particolarmente vulnerabili, rispettivamente il 48% di migranti con problemi di salute, il 34% vittima del traffico di esseri umani e il 18% di minori non accompagnati. Alcune tendenze che erano state riscontrate nel 2016 sono rimaste anche nel 2017, come il crescente numero di rimpatri volontari nei Paesi di transito, come la Grecia e il Niger, e il crescente numero di rimpatri intra-regionali, soprattutto in medio Oriente e in Africa.

Secondo quanto riferito da il capo del Migrant Protection and Assistance Division dell’IOM, Anh Nguyen, le iniziative attuate dall’organizzazione nel corso dell’anno passato hanno illustrato l’impegno dell’agenzia dell’Onu ad accrescere la qualità dei rimpatri volontari e il sostegno ai migranti. “Come sottolineato nei recenti dibattiti, c’è la necessità di facilitare i rimpatri volontari e promuovere la reintegrazione sostenibile nelle comunità di origine attraverso la creazione delle condizioni di sicurezza, di un maggiore potere economico, dell’inclusione e della coesione sociale”, ha spiegato Anh Nguyen.

Per quanto riguarda il numero degli sbarchi in Europa, dal primo gennaio all’8 luglio 2018, sono giunti nel nostro continente via mare 47.637 migranti, il 35% dei quali è arrivato in Italia, il 34% in Spagna e il 30% in Grecia. Secondo l’IOM, se tale trend dovesse continuare, la Spagna registrerà il maggior numero di arrivi rispetto agli altri Paesi di primo approdo del Mediterraneo entro la fine dell’estate.

Alla luce dei dati, alcuni funzionari di Bruxelles temono che la Spagna possa diventare un nuovo punto caldo, nonostante il numero di arrivi totali in Europa dall’Africa stia velocemente diminuendo. Un diplomatico europeo, rimasto anonimo, ha spiegato che la rotta Marocco-Spagna è da anni sotto controllo, nonostante non sia a un livello drammatico. Il Paese africano rappresenta già una destinazione per coloro che fuggono da povertà e violenza negli Stati dell’Africa sub-sahariana, ma per alcuni è solamente un territorio di passaggio, poiché hanno capito che, per raggiungere l’Europa, la rotta Libia-Italia sta diventando sempre meno accessibile. Il governo marocchino ha spiegato che sta aumentando il suo impegno per contrastare l’immigrazione illegale durante l’estate, che è il periodo più ricco di attraversamenti via mare.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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