Egitto: rifiutato piano europeo per istituire centri di accoglienza

Pubblicato il 11 luglio 2018 alle 18:03 in Egitto Immigrazione

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Egitto ha ribadito di non avere alcuna intenzione di aprire centri di accoglienza per migranti sul suo territorio dando come motivazione “ragioni legali”. Il rifiuto ha acceso un dibattito in merito all’accordo dell’Unione Europea, raggiunto il 29 giugno 2018, volto a creare campi per i rifugiati in Africa e Medio Oriente al fine di controllare e limitare i flussi di migranti diretti verso i confini dell’Europa. La posizione dell’Egitto aggrava il problema dei rifugiati nell’UE, aumentando la pressione sui leader che intendono dare una svolta tangibile al modo di affrontare la questione migratoria.

L’UE intende stabilire questi centri in Egitto per bloccare i migranti che tentano di attraversare il Mediterraneo. L’1 luglio, durante una visita a Berlino, il portavoce del presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi, Ali Abdel Aal, ha riferito al quotidiano tedesco Welt am Sonntag che la costruzione dei campi per i rifugiati in Egitto “violerebbe le leggi e la costituzione del Paese”. Ali Abdel ha specificato che i migranti regolari posso risiedere liberamente in Egitto e non sono costretti a vivere in determinati centri.

La proposta avanzata all’Egitto rientra nel piano dell’Unione Europea che prevede la costruzione di centri di accoglienza regionali in Nord Africa nella speranza di mettere un freno al flusso di migranti e di arrestare i tentativi dei trafficanti di esseri umani verso l’Europa. L’accordo, annunciato dai leader di Bruxelles dopo una discussione di due giorni, dal 28 al 29 giugno, comprende anche la costruzione di “campi controllati” nei Paesi europei.

Finora, nessun paese del Nord Africa ha espresso interesse per la realizzazione dell’accordo. L’Egitto, insieme all’Algeria, al Marocco, alla Tunisia e all’Albania, ha ufficialmente rifiutato la mossa dell’UE, mettendo i leader europei in gravi difficoltà. “L’Egitto ha piena sovranità sulle sue terre e non dovrebbe far parte del piano UE. Ancora più importante, i centri di accoglienza per migranti sono in contrasto con le disposizioni della Costituzione egiziana, che proibiscono di trasferire i rifugiati in determinati centri o di isolarli con qualsiasi mezzo. La posizione dell’Egitto è conforme al diritto internazionale e agli accordi che trattano la questione migratoria”, ha dichiarato il membro della Commissione parlamentare per gli affari legislativi e costituzionali, Suzy Nashed. La donna ha anche chiarito che i rifugiati sono i benvenuti nel Paese, ma è meglio che la società si impegni a integrarli piuttosto che isolarli nei centri.

L’Egitto si schiera fermamente contro la nozione di campi per i rifugiati. Nel marzo 2017, il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, aveva manifestato il rifiuto del suo Paese nell’istituire campi profughi durante un incontro con il commissario europeo per gli affari interni e migratori, Dimitris Avramopoulos. Shoukry aveva evidenziato che migranti e rifugiati vivono liberamente sul territorio egiziano e hanno accesso alla stessa gamma di servizi offerti ai cittadini, compresi istruzione, salute e trasporti. Secondo il ministro degli Esteri, da settembre 2016 l’Egitto è riuscito a frenare notevolmente la partenza di imbarcazioni irregolari dal Paese.

Nel dicembre 2017, Shoukry aveva ribadito la stessa posizione in un altro incontro con Avramopoulos, sottolineando la necessità di individuare e sradicare le cause dell’immigrazione irregolare, tra cui una serie di fattori sociali ed economici che costringono i migranti ad abbandonare le loro case e cercare rifugio altrove. Durante il colloquio, Shoukry aveva altrsì reso noto che l’Egitto stava procedendo con il suo approccio alla questione dei rifugiati senza alcun sostegno internazionale.

Il capo dell’Unione dei Rifugiati siriani con sede a Il Cairo, Tayseer el-Naggar, ha guardato con favore la posizione dell’Egitto, sottolineando che l’idea di mettere i rifugiati nei campi è “incivile”. “Non è umanitario che i rifugiati stiano nei centri. Il rifiuto dell’Egitto del piano UE non significa che sia contro migranti e rifugiati. Piuttosto, vuole consentire loro una vita dignitosa attraverso meccanismi percorribili e adeguati. L’Egitto, da anni, ospita rifugiati, non solo arabi ma anche africani, e li tratta in modo civile”, ha affermato Naggar, un rifugiato siriano che vive in Egitto. La fonte, intervistata dal quotidiano Al-Monitor, ha insistito che invece di accusare i Paesi con economie in difficoltà, come l’Egitto, l’ONU e la comunità internazionale dovrebbero offrire maggior supporto finanziario.   

Secondo un rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), il numero dei rifugiati e richiedenti asilo registrati in Egitto è arrivato a 221.675 persone a gennaio 2018. Rispetto all’anno scorso, sono stati registrati 3118 nuovi arrivati. I siriani rappresentano il 57% dei rifugiati totali, seguiti da sudanesi ed etiopi.

Il 4 luglio, Shoukry ha annunciato che l’Egitto ospita circa 5 milioni di rifugiati di diverse nazionalità, registrati e non registrati. Da parte sua, L’UE afferma di aver intensificato gli sforzi per rafforzare la cooperazione con l’Egitto sulla questione dei rifugiati. Nell’agosto 2017, l’Egitto aveva firmato un memorandum d’intesa con la Germania per unire gli sforzi nella battaglia contro l’immigrazione irregolare. Il 22 giugno 2018, il Portogallo si è offerto di ospitare, in collaborazione con l’UNHCR e le autorità egiziane, circa 400 rifugiati residenti in Egitto tra 2018 e 2019. Questa mossa fa parte del programma di reinsediamento tra UE ed Egitto, approvato nel settembre 2017, con il quale la Commissione Europea puntava a collocare negli Stati dell’Unione circa 50.000 rifugiati provenienti da Paesi africani come Libia, Niger, Sudan, Ciad, Etiopia ed Egitto.

L’analista politico Ammar Aly Hassan ha affermato che l’Egitto respingerebbe la costruzione di centri di accoglienza esclusivamente per ragioni di sicurezza. “Prendiamo come esempio la Siria, Paese di origine della maggior parte dei rifugiati residenti in Egitto. A causa dei disordini che stanno travolgendo il loro territorio, le forze di sicurezza siriane potrebbero non essere in grado di ispezionare adeguatamente tutti i rifugiati che si dirigono verso l’Egitto. Ciò aumenta la possibilità di spianare la strada agli infiltrati terroristi che mirano a stabilirsi nel Sinai”, ha dichiarato Aly Hassan ad Al-Monitor.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.