Yemen: UAE sottraggono al governo il controllo dell’aeroporto di Aden

Pubblicato il 10 luglio 2018 alle 13:18 in Emirati Arabi Uniti Yemen

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Il ministro dei Trasporti dello Yemen, Saleh al-Gabwani, il 9 luglio, ha dichiarato che il governo, riconosciuto a livello internazionale del presidente Rabbo Mansour Hadi, attualmente non ritiene il controllo dell’aeroporto nella città meridionale di Aden, e che l’area è in mano alle forze di sicurezza fedeli agli Emirati Arabi Uniti (UAE). Aden era la capitale dello Yemen del Sud, prima che le due aree del Paese venissero unite, il 22 maggio 1990. La città costituisce la sede del governo di Hadi e la capitale de facto dello Yemen, da quando la capitale ufficiale, Sanaa, è stata conquistata dalle forze ribelli il 21 settembre 2014.

Gabwani, in seguito ad un incontro con le autorità aeroportuali e alcuni lavoratori, ha dichiarato alla stampa che i contingenti emiratini ritengono il controllo di tutte le aree di Aden ad eccezione del palazzo presidenziale. La città situata nel sud dello Yemen è stata travolta dagli scontri tra le forze governative, sostenute dalla coalizione a guida saudita, e i ribelli separatisti, da quando, in seguito al colpo di Stato del 22 gennaio 2015, le forze del presidente Hadi sono state deposte.

L’alleanza tra gli Emirati Arabi Uniti e il governo yemenita era nata per combattere la fazione ribelle degli Houthi. Ne consegue che i sauditi e gli emiratini dovrebbero essere dove sono i ribelli e che, una volta liberata la regione, il governo legittimo dovrebbe essere autorizzato a governare, secondo Gabwani. Il ministro ha poi dichiarato: “Gli Emirati ci hanno aiutato, tuttavia adesso non è possibile recarsi al porto senza il loro permesso. Non è possibile andare in aeroporto senza il loro permesso. Non è nemmeno possibile entrare o uscire da Aden senza l’autorizzazione degli Emirati”

La guerra civile in Yemen è iniziata il 19 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. Da parte sua, l’Iran sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo. La Repubblica Islamica ha negato con fermezza le accuse, provenienti dagli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita. In questo contesto è intervenuta anche la Russia, sostenendo che lo scambio di armi tra Yemen e Iran potrebbe essersi verificato precedentemente rispetto all’imposizione dell’embargo sulle armi in Iran, avvenuto a seguito di una serie di risoluzioni Onu, adottate a partire dal 2006.

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Alice Bellante

di abellante

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