USA: Trump nomina il conservatore Kavanaugh alla Corte Suprema

Pubblicato il 10 luglio 2018 alle 19:00 in USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nominato Brett Kavanaugh, 53 anni, giudice della Corte Suprema. Lo ha annunciato lo stesso Trump alla Casa Bianca, nella serata del 9 luglio. La nomina di Kavanaugh da parte del presidente americano arriva in seguito all’annuncio, fatto, il 27 giugno, dal giudice Anthony Kennedy circa la sua intenzione di ritirarsi ufficialmente dalla carica il 31 luglio.

L’ingresso di Kavanaugh nella più alta corte federale americana, tuttavia, non rappresenterà una mera sostituzione del giudice precedente. Se il giudice Kennedy è stato spesso considerato l’ago della bilancia tra giudici conservatori e liberali, schierandosi spesso con questi ultimi su questioni quali l’aborto e i diritti LGBT, Kavanaugh, conservatore convinto, potrebbe imprimere una svolta precisa all’orientamento della Corte americana negli anni a venire, come dimostrano le sue attività precedenti. Kavanaugh è stato il vice di Kenneth Starr nelle indagini sullo scandalo che ha travolto Bill Clinton e ha lavorato alla Casa Bianca, sotto la presidenza di George W. Bush. Giudice di corte d’appello, ha inflitto duri colpi alla regolamentazione federale, ha messo in dubbio i diritti sull’aborto e si è schierato a favore della libertà per il possesso di armi.

“Ciò che conta non sono le opinioni politiche di un giudice, ma se può mettere da parte quelle opinioni per fare ciò che richiedono la legge e la Costituzione”, ha dichiarato Trump, giustificando la sua scelta e sottolineando le qualità legali di Kavanaugh nonché il suo “impegno comprovato a garantire la giustizia secondo la legge”.

Sul versante dei Democratici, tuttavia, il timore è che il candidato di Trump metta a repentaglio alcune delle più importanti priorità politiche dei progressisti negli ultimi decenni, inclusa la legalizzazione dell’aborto e del matrimonio fra persone dello stesso sesso.

 La nomina dei giudici della Corte Suprema americana si sviluppa in diversi passaggi, sanciti dalla Costituzione. I candidati nominati dal presidente devono affrontare audizioni dinanzi alla Commissione giudiziaria del Senato, che vota per inoltrare la nomina all’intero Senato. Nel caso in cui quest’ultimo confermi il candidato, il presidente può nominarlo formalmente giudice della Corte. Kavanaugh inizierà a incontrare i senatori martedì 10 luglio. Sebbene non abbia mai espresso un’aperta opposizione su temi quali l’aborto e i diritti degli omosessuali, è probabile che, durante le audizioni, venga chiamato a rispondere da gran parte dei Democratici su entrambe le questioni. “Se confermato dal Senato, manterrò una mente aperta in ogni caso”, ha però rassicurato Kavanaugh, il 9 luglio, alla Casa Bianca, che spera che il Senato si muova rapidamente per confermare il candidato. Il direttore degli Affari Legislativi di Trump, Marc Short, ha informato i giornalisti, nella stessa serata del 9 luglio, che la Casa Bianca si aspetta un voto di conferma prima dell’1 ottobre, quando inizierà il nuovo mandato della Corte Suprema.

Dal momento che, al Senato, i Repubblicani detengono 51 seggi, il candidato proposto da Trump potrebbe essere confermato solo con i voti dei Repubblicani. Tuttavia, il voto favorevole dei due senatori repubblicani moderati, Susan Collins, senatrice del Maine, e Lisa Murkowski, senatrice dell’Alaska, non è affatto scontato. La senatrice Collins, tuttavia, ha rassicurato di essere pronta a valutare accuratamente la nomina presidenziale per la corte Suprema, così come ha fatto con gli ultimi 5 giudici considerati. Trump, in ogni caso, ha cercato di attrarre il voto di alcuni Democratici che, tuttavia, hanno per lo più rilasciato dichiarazioni generiche, con le quali hanno rassicurato circa il loro impegno a valutare in modo obiettivo il candidato del presidente, senza tuttavia specificare se voteranno o meno in suo favore.

Se il leader della Maggioranza al Senato, Mitch McConnell, ha accusato i Democratici di non essere imparziali nel valutare il candidato e di “dichiarare la loro ferma opposizione a chiunque il presidente possa nominare”, il leader della Minoranza del Senato, Chuck Schumer, ha replicato che, selezionando Kavanaugh, Trump sta mettendo i diritti e le libertà relativi all’orientamento sessuale nonchè la protezione sanitaria per milioni di Americani a rischio. “Questa nomina potrebbe alterare l’equilibrio della Corte a favore di forti interessi speciali e contro le famiglie che lavorano, e potrebbe togliere lavoro e diritti civili e umani per milioni di Americani. Non possiamo permettere che ciò accada”, ha affermato Schumer.

I temi “caldi”, del resto, non sono solo di natura etica. In passato, Kavanaugh ha espresso l’opinione secondo la quale i presidenti dovrebbero essere protetti da contenziosi civili e penali finchè sono in carica. “Credo sia fondamentale che il presidente sia in grado di concentrarsi sui suoi compiti infiniti con il minor numero di distrazioni possibile”, ha affermato Kavanaugh. Pur avendo riconosciuto che una tale tutela del presidente rischia di porlo “al di sopra della legge”, Kavanaugh ha aggiunto che “il punto non è mettere il presidente al di sopra della legge o eliminare i controlli sul presidente, ma semplicemente rinviare il contenzioso e le indagini finchè il presidente è ancora in carica”. Peraltro, secondo quanto sostenuto da Kavanaugh, un controllo su un “presidente che si comporta male o che viola la legge” esisterebbe ancora, nella misura in cui, “se il presidente facesse qualcosa di ignobile, il processo di impeachment sarebbe comunque disponibile”.

Kavanaugh, selezionato dal leader della Casa Bianca in seguito a colloqui con 7 candidati, è il secondo giudice nominato da Trump alla Corte Suprema. Il primo è stato Neil Gorsuch, che ricopre la carica dal 2017, quando Trump ne ha annunciato la nomina il 31 gennaio di quell’anno.

L’11 e il 12 luglio, Trump sarà a Bruxelles, dove parteciperà al vertice della NATO. Il 13 luglio, invece, si recherà nel Regno Unito, per un incontro con il primo ministro britannico, Theresa May, per poi volare a Helsinki, in Finlandia, dove incontrerà il presidente russo, Vladimir Putin.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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