Tajani in Libia: stabilità del Nord Africa fondamentale per l’Europa

Pubblicato il 10 luglio 2018 alle 14:17 in Europa Libia

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Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha chiamato tutti gli Stati membri dell’Unione Europea ad aiutare e sostenere la Libia al fine di renderla un partner stabile e sicuro. L’annuncio è stato rilasciato da Tajani nel corso di una visita a Tripoli, lunedì 9 luglio, durante la quale ha incontrato il capo del Consiglio presidenziale libico, Fayez al-Sarraj, e altri funzionari di governo per discutere della strategia dell’UE volta a limitare i flussi di migranti che attraversano le coste del Paese nordafricano.

“Sono in Libia per parlare del ruolo dell’Unione Europea nel processo di creazione della stabilità e per fornire supporto in vista dello svolgimento delle prossime elezioni. Siamo pronti ad assistere la transizione democratica in Libia”, ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo.

Durante una conferenza stampa, tenutasi al termine dei colloqui con gli ufficiali libici, Tajani ha avanzato la proposta di istituire una lista nera di trafficanti di esseri umani per contenere il flusso di migranti dall’Africa verso l’Europa. “È diventato molto importante stabilire una lista nera dei principali trafficanti affinché la polizia e le forze dell’ordine in Africa e in Europa possano lavorare insieme su un obiettivo comune”, ha affermato il capo del Parlamento UE. L’uomo ha anche reso noto che saranno aggiunti al sistema europeo di assicurazione dei depositi circa 500 milioni di euro da spendere in Libia.

“Formeremo una commissione per pagare le visite alle istituzioni sanitarie libiche, in particolare quelle per i bambini, e invieremo alcuni specialisti europei per aiutare la popolazione. Ci occuperemo principalmente dei bambini in gravi condizioni di salute e assegneremo alcune borse di studio agli studenti libici più meritevoli”, ha specificato Tajani. Nel corso della sua visita, il presidente del Parlamento si è recato presso la base libica di Tripoli e in altri siti, compresi alcuni centri di accoglienza per migranti, per avere una visione panoramica dell’attuale status quo nel Paese nordafricano.

Sabato 7 luglio, il presidente Fayez al-Sarraj aveva incontrato a Tripoli il ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi, per riattivare il Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione, firmato a Bengasi, il 30 agosto 2008, dall’ex dittatore della Libia, Muammar Gheddafi, e dall’allora primo ministro italiano, Silvio Berlusconi. Il patto prevedeva investimenti italiani in Libia per una cifra pari a 4,2 miliardi di euro, come compensazione alla colonizzazione del Paese africano da parte di Roma. In cambio, la Libia si sarebbe impegnata per fermare i migranti irregolari e avrebbe riaccolto nel suo territorio tutti i richiedenti asilo che venivano mandati indietro. L’accordo era stato sospeso nel febbraio del 2011, dopo le rivolte che avevano sollevato e in seguito ucciso Gheddafi. Il ministro Milanesi e il presidente al-Sarraj non hanno tuttavia specificato se il testo del trattato originale verrà modificato o meno.

I due funzionari hanno chiarito che la lotta contro l’immigrazione illegale avverrà sostenendo i Paesi di partenza e gli sforzi libici per contrastare la rete di trafficanti. Inoltre, verranno anche attuate una serie di misure per aiutare i centri per i rifugiati e velocizzare il ritorno a casa dei migranti. “La stabilità della Libia è essenziale non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa, e questa visita favorirà la cooperazione futura con Tripoli. Forniremo alla guardia costiera libica l’equipaggiamento necessario per garantire un lavoro migliore” ha aggiunto Milanesi. Al-Sarraj, da parte sua, ha sottolineato la necessità di riattivare il trattato di amicizia con l’Italia, così che sia i cittadini libici sia quelli italiani possano beneficiarne. Tripoli spera che Roma attui un pacchetto di assistenza che preveda addestramenti, borse di studio, facili requisiti per la richiesta del visto, voli di compagnie aeree italiane da e per la Libia e il ritorno delle aziende italiane sul territorio libico.

Il 2 luglio, in seguito alla visita ufficiale a Tripoli del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, avvenuta il 25 giugno, la Commissione bilaterale italo-libica ha elaborato un piano di rafforzamento urgente delle forze libiche coinvolte nella gestione del fenomeno migratorio, chiamato “Piano Salvini”. Tale iniziativa prevede che l’Italia fornisca ulteriore equipaggiamento alla Guardia Costiera, alla Marina e alla Guardia di frontiera libiche, come gommoni e veicoli. Nello specifico, la bozza del decreto legge all’esame del pre-Consiglio dei ministri prevede lo stanziamento di 400.000 euro in 2 anni per la manutenzione dei mezzi e per la formazione del personale della Marina e della Guardia Costiera libica, che riceveranno altresì 12 motovedette e 2 unità navali dalla Guardia di Finanza italiana.

Secondo le ultime stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), dal primo gennaio al 5 luglio 2018, sono morti nel Mediterraneo 1.412 migranti, la maggior parte dei quali ha perso la vita nella tratta centrale, che collega la Libia all’Italia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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