Pompeo: USA lavoreranno con l’Afghanistan per il processo di pace

Pubblicato il 10 luglio 2018 alle 17:34 in Afghanistan USA e Canada

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Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, si è recato in Afghanistan, a Kabul, lunedì 9 luglio, per una visita inaspettata, finalizzata a incontrare il presidente afghano, Ashraf Ghani, e altri alti funzionari afghani. “Abbiamo discusso in dettaglio la strategia del presidente Trump in Asia del Sud e concordato sul fatto che la strategia funzioni davvero. Abbiamo discusso anche della conduzione afghana del processo di pace [con i talebani] e del riuscito cessate il fuoco”, ha spiegato Ghani.

In particolare, durante la visita, Pompeo ha ribadito il pieno appoggio degli Stati Uniti agli sforzi del leader afghano per riprendere i negoziati di pace con i talebani. Il funzionario americano ha chiarito che il processo di pace sarebbe guidato dall’Afghanistan ma che Washington è disposta a svolgere un ruolo di facilitazione, contribuendo a colmare eventuali divergenze. Pompeo ha inoltre ribadito l’importanza del supporto dei Paesi vicini, mentre, con riferimento alla situazione interna, e, in particolare, alle imminenti elezioni nel Paese, ha chiesto che il processo sia gestito in modo credibile e legittimo. A proposito delle elezioni, l’1 aprile, il presidente della Commissione Elettiva Indipendente (IEC) afghana, Gula Jan Abdul Badi Sayad, ha annunciato che le elezioni parlamentari, posticipate ormai da 3 anni, si terranno il 20 ottobre 2018, dopo che il presidente Ghani ha promesso che le elezioni parlamentari si terranno prima di quelle presidenziali, previste per l’anno prossimo.

Ghani, intanto, ha rassicurato in merito al rafforzamento delle forze di sicurezza afghane ma ha ribadito che il contributo dei Paesi islamici è cruciale per trovare una soluzione al conflitto in Afghanistan. “Un consenso regionale”, tuttavia, secondo il leader afghano, “è in procinto di emergere”. Con riferimento agli altri attori rilevanti sul piano internazionale, gli Stati Uniti non sono i soli ad auspicare lo svolgimento di un processo di pace in Afghanistan. Anche la Cina e la Russia hanno accolto con favore la prospettiva della promozione della pace nel Paese asiatico.

Il segretario di Stato americano ha dichiarato che la nuova strategia statunitense in Afghanistan e Asia meridionale, annunciata il 21 agosto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e consistente nell’invio di un maggior numero di truppe nel Paese asiatico per aumentare la pressione sui ribelli talebani e spingerli verso le trattative, sta funzionando. Tale strategia, secondo il funzionario americano, dovrebbe rassicurare gli afghani sul fatto che gli Stati Uniti continueranno a sostenerli “mentre continuano a combattere per liberare il loro Paese e la loro gente” e dovrebbe far capire chiaramente ai talebani che non possono sperare nel disinteresse della Casa Bianca. A questo proposito, Pompeo ha affermato che i risultati positivi della strategia di Washington cominciano a produrre alcuni risultati evidenti “sia sul campo di battaglia, dove lo slancio dei talebani sta rallentando, sia nella prospettiva di arrivare ad una pace con loro”.

L’Afghanistan ha osservato tre giorni di cessate il fuoco, tra il 14 e il 17 giugno, in occasione della festività di Eid-al-Fitr. Poco dopo la fine della tregua, il governo afghano ha esteso la sospensione delle ostilità per altri 10 giorni e si è dichiarato disposto a imporre un cessate il fuoco della durata di un anno, qualora i talebani fossero pronti a collaborare. Il gruppo insurrezionale, tuttavia, ha respinto la proposta del governo afghano, ordinando la ripresa delle operazioni contro “gli invasori stranieri e i loro sostenitori interni”. Il percorso verso la pace in Afghanistan, pertanto, rimane, ad oggi, lungo, complesso e irto di ostacoli.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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