Frontex: circa 6.400 migranti rimpatriati nella prima metà del 2018

Pubblicato il 10 luglio 2018 alle 13:06 in Europa Immigrazione

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Nei primi sei mesi del 2018 Frontex, l’agenzia europea della guardia di costiera e frontiera, ha coordinato e co-finanziato 165 operazioni di rimpatrio attraverso voli charter, aiutando complessivamente circa 6.400 stranieri a rientrare nei propri Paesi di origine. Secondo quanto riportato dal comunicato dell’agenzia, tale cifra costituisce un record nell’ambito delle operazioni di rimpatrio effettuate fino ad oggi.

Frontex fornisce supporto operativo e tecnico ai membri dell’UE e dell’area Schengen, anche nelle fasi precedenti al rimpatrio dei migranti. La selezione degli stranieri da rimandare in patria spetta, invece, alle autorità giudiziarie e amministrative dello Stato membro dell’UE in cui si trovano i migranti. Tali iniziative sono state avviate con la creazione, nel 2018, dell’European Centre for Returns, il quale, secondo il direttore generale dell’Agenzia, Fabrice Leggeri, è divenuto un attore essenziale a livello della gestione del fenomeno migratorio in Europa. “Stiamo offrendo un numero sempre crescente di soluzioni ai membri dell’UE, tra cui le operazioni di rimpatrio attraverso voli commerciali”, ha spiegato Leggeri.  Nonostante la maggior parte dei rimpatri effettuati finora da Frontex sia avvenuta attraverso voli forniti dagli Stati membri, l’agenzia ha condotto anche progetti pilota che hanno organizzato il rientro in patria dei migranti con voli commerciali. All’inizio di luglio, Frontex ha portato a termine la 300esima operazione di questo genere, che permette alle autorità nazionali di rimpatriare cittadini non-europei senza bisogno di un interno volo charter.

Al momento, sono 11 i Paesi europei che hanno beneficiato di tale progetto pilota, che è stato esteso fino al 30 giugno 2019. È previsto che nei prossimi mesi l’agenzia europea effettui voli charter privati, conferendo una maggiore flessibilità alle operazioni di rimpatrio.

Oltre alla gestione dell’aspetto operativo e tecnico, un pool di esperti di Frontex assiste l’UE monitorando i rimpatri avvengano nel rispetto dei diritti umani e in linea con gli standard internazionali.  Dal momento che il numero di tali operazioni è in continuo aumento, l’agenzia europea sta valutando di allargare il pool di esperti per renderlo ancora più efficiente.

Il procedimento di rimpatrio si articola in diverse fasi:

  • In primo luogo, le autorità dello Stato dell’UE in questione devono informare tutti i migranti della possibilità di essere rimpatriati volontariamente;
  • In secondo luogo, coloro che hanno esaurito tutti i procedimenti legali per legittimare la loro permanenza nell’UE o che hanno commesso un reato in uno degli Stati membri, possono essere rimandati in patria per decisione di una corte o delle autorità competenti dello Stato membro coinvolto;
  • In terzo luogo, ogni persona ha il diritto di procedura di appello, ovvero di rigettare la decisione di essere rimpatriata;
  • In quarto luogo, i migranti che non sono in possesso di documenti di viaggio validi non possono essere rimpatriati. Il loro Paese di provenienza deve confermare ufficialmente la loro nazionalità affinché possano essere emessi i documenti;
  • In quinto luogo, nel caso in cui lo Stato di origine di un migrante non emetta i documenti necessari al rimpatrio, le autorità dello Stato dell’UE coinvolto possono fornire tali documenti, d’accordo con il Paese di rimpatrio;
  • In sesto luogo, l’operazione di rimpatrio viene effettuata dallo Stato membro via aria, terra o mare, anche se la maggior parte di tali procedimenti avviene attraverso i voli commerciali e charter, gestiti congiuntamente o singolarmente dai membri dell’UE. Le operazioni congiunte, generalmente, sono coordinate e cofinanziate da Frontex;
  • Infine, l’operazione di rimpatrio viene completata con l’accettazione del migrante nelò paese di origine. Nel caso di respingimento, dovrà tornare nel paese dell’UE che ha gestito il suo rimpatrio.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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