Cina-Germania: collaborazione commerciale contro il protezionismo

Pubblicato il 10 luglio 2018 alle 20:15 in Cina Germania

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La Germania e la Cina hanno siglato una serie di accordi commerciali per un valore di circa 20 miliardi di euro e i leader dei due Paesi hanno ribadito il loro fermo impegno a mantenere un ordine commerciale multilaterale globale, nonostante la guerra commerciale incombente con gli Stati Uniti

Gli accordi, che coinvolgono giganti industriali tedeschi come Siemens, Volkswagen e BASF, sono stati annunciati lunedì 9 luglio. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters, le due principali potenze esportatrici sono state costrette a una “improbabile” alleanza in materia commerciale al fine di difendere il mercato aperto su cui dipendono entrambe le loro economie. Intervenendo in una conferenza stampa a fianco del premier cinese, Li Keqiang, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha dichiarato: “Entrambi vogliamo sostenere il sistema delle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio”. Da parte sua, il premier cinese ha sottolineato la necessità di combattere il protezionismo, affermando che la Cina necessita di un quadro stabile e pacifico, in modo in modo da crescere ulteriormente, e questo sarà possibile solo con il libero scambio. “Siamo contro l’unilateralismo, siamo a favore del libero scambio”, ha dichiarato Li Keqiang.  

Il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, ha concordato con il capo della banca centrale cinese, Yi Gang, l’accesso delle banche tedesche al mercato finanziario cinese. Nessuna fonte del Ministero delle Finanze tedesco ha commentato la notizia. La Merkel ha dichiarato che auspica che il vertice sino-europeo del 16-17 luglio porti a una serie progressi nella protezione degli investimenti. “Spero anche che la Germania e la Cina possano dare un contributo per garantire che il mondo non finisca per incastrarsi in una spirale di conflitti commerciali”, ha aggiunto la Merkel. Da parte loro, alcuni funzionari europei hanno affermato che la Cina sta facendo pressioni sull’Unione Europea per rilasciare una dichiarazione congiunta contro le politiche commerciali del presidente americano, Donald Trump, a seguito dell’incontro previsto per metà luglio.  

La Merkel ha dichiarato, inoltre, che gli accordi raggiunti con la Cina sono di “nuova qualità”. Li ha ribadito che la Cina è pronta ad aprire i suoi mercati assicurativi e obbligazionari agli investitori stranieri e assicura di disporre di garanzie di proprietà intellettuale per rassicurare le eventuali aziende tedesche interessate ad operare in Cina. Tra gli accordi concordati il 9 luglio, la BMW ha stretto un contratto da 4 miliardi di euro per l’acquito di celle della batteria dal produttore cinese, Amperex Technology.  

Un portavoce del Ministero del Commercio cinese aveva dichiarato, il 6 luglio, che con i dazi addizionali del 25% sui prodotti cinesi, per un valore di 34 miliardi di dollari, gli Stati Uniti hanno dato il via alla più grande guerra commerciale della storia economica. Secondo quanto riportato dal quotidiano Global Times, non c’è spiegazione al perché l’amministrazione del presidente americano, Donald Trump, cerchi uno scontro commerciale con la Cina. Alcuni credono che sia una mossa elettorale, altri ritengono, invece, che Trump voglia davvero affrontare il problema del deficit commerciale degli Stati Uniti con la Cina. Altri ancora sostengono che il suo vero scopo sia contenere il progresso tecnologico della Cina e, proprio per questo, i dazi colpiscono prevalentemente le industrie cinesi come l’aerospaziale, le telecomunicazioni e l’intelligenza artificiale.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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