Turchia: Erdogan annuncerà il nuovo governo il 9 luglio

Pubblicato il 9 luglio 2018 alle 11:27 in Medio Oriente Turchia

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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan annuncerà la composizione del nuovo governo e i vicepresidenti che ha selezionato, nella serata del 9 luglio, in seguito alla cerimonia del giuramento, che si terrà nel pomeriggio di quello stesso giorno, in parlamento. La prima riunione dell’esecutivo dovrebbe svolgersi venerdì 13 luglio. Lo ha dichiarato lo stesso Erdogan, dopo la riunione del gruppo parlamentare del Partito di Giustizia e Sviluppo (AKP), il primo sotto la sua leadership nell’ambito del secondo mandato, iniziato in seguito alla vittoria conseguita nelle elezioni del 24 giugno, in esito alle quali Erdogan ha ottenuto il 52,59% dei voti.

A seguito della cerimonia di giuramento, il presidente emanerà pertanto il primo decreto presidenziale attraverso il quale si costituiranno i nuovi ministeri, 16 in totale, sotto la sua autorità. In seguito all’insediamento dei nuovi ministri, Erdogan nominerà i quadri burocratici.

Il 6 luglio, Erdogan ha informato che formerà “un gabinetto con ministri che non sono membri dell’AKP”. Questo, secondo il presidente, “assicurerà l’obiettività” dei futuri ministri e “offrirà loro il conforto di non essere soggetti alle responsabilità” del “nepotismo”. “Nessuno potrà dire ai ministri di istituire i loro quadri o dirigerli nel fare qualcosa”, ha chiarito Erdogan. Il 7 luglio, inoltre, il presidente ha lasciato intendere che il nuovo governo potrebbe essere composto anche da ministri selezionati tra i deputati del parlamento. Tuttavia, poiché nel nuovo sistema presidenziale i ministri non possono essere, al contempo, anche membri del parlamento, qualora Erdogan scegliesse alcune personalità dal parlamento, queste ultime dovrebbero dimettersi dal loro ruolo di deputati, elemento, questo, che potrebbe condurre ad una riconfigurazione del legislativo turco.

In esito alle elezioni del 24 giugno, l’AKP non ha ottenuto una maggioranza tale da consentirgli di dominare il parlamento e gli sono stati attribuiti solo 295 seggi. Tuttavia, la sua alleanza con il Partito del Movimento Nazionalista (MHP), gli ha consentito di mantenere la maggioranza.

Nel nuovo sistema presidenziale esecutivo, deciso con un referendum del 16 aprile 2017 e che entrerà pienamente in vigore in seguito alla cerimonia del giuramento, Erdogan ricoprirà sia la carica di capo di Stato sia quella di capo del governo, mentre la carica di primo ministro è stata soppressa. Tutti i poteri del primo ministro e del governo saranno trasferiti al presidente eletto che dirigerà l’esecutivo.

A tale scopo, il 4 luglio, la Turchia ha emanato il primo decreto per armonizzare l’attuale apparato normativo al nuovo sistema presidenziale esecutivo. Il decreto consta di 74 articoli che stabiliscono il trasferimento di alcuni poteri dal governo al presidente, in linea con il cambiamento della forma di governo.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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