Trump: “perché non invadiamo il Venezuela?”

Pubblicato il 9 luglio 2018 alle 9:36 in USA e Canada Venezuela

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“Perché non invadiamo questo paese così problematico?” – sono le parole che avrebbe pronunciato Donald Trump al termine della riunione di gabinetto del 10 agosto 2017 che decise le prime sanzioni USA contro Caracas, secondo la ricostruzione della Associated Press. L’allora Segretario di Stato Rex Tillerson e il consigliere per la sicurezza nazionale McMaster “rimasero di stucco” prima di spiegare al presidente che qualunque azione armata, anche breve, avrebbe compromesso le relazioni con l’intera America Latina, anche con i paesi più duri nei confronti di Maduro. 

Donald Trump avrebbe opposto le sue considerazione a quelle dei suoi, ormai ex, collaboratori. Secondo il presidente le invasioni di Grenada (1983) e Panama (1989) sono “grandi successi” e Trump avrebbe riproposto l’idea alla sua amministrazione anche nei mesi a seguire.

In seguito, Trump ha discusso di questo argomento in occasione di una cena con i leader latinoamericani, organizzata per anticipare loro la parte del suo discorso dedicato alla regione nel dibattito dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Un incontro volto a minimizzare le possibili controversie che sarebbero potute sorgere dall’intervento di Trump alle Nazioni Unite, dato che in passato le parole di Trump in altri forum avevano causato reazioni negative in America centrale e meridionale.

Finora la Casa Bianca ha evitato di commentare ciò che considera “conversazioni private” del presidente. Alcune conversazioni che potrebbero far parte delle tattiche negoziali di Trump. Dall’insediamento di Trump, i paesi latinoamericani hanno accettato di imporre sanzioni più dure nei confronti di Caracas. Al contempo, Washington ha erogato finora 30 milioni di dollari per aiutare i paesi confinanti con il Venezuela ad assorbire il flusso di oltre un milione di persone che sono state costrette a emigrare.

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha sottolineato come avesse avuto ragione ad allertare il paese e i suoi alleati riguardo ad un possibile attacco USA al Venezuela ed ha ribadito la ferma condanna di Caracas nei confronti di un intervento militare da parte degli Stati Uniti e ha chiesto alle forze armate non “abbassare la guardia per nemmeno un secondo” per difendere il diritto del paese sudamericano di “vivere in pace”.

Presenziando ad un atto di promozione militare, Maduro ha affermato che “la soluzione ai problemi del Venezuela non potrà mai essere un intervento militare dell’impero americano”. Il presidente venezuelano ha ricordato ai soldati che il compito della Forza Armata Nazionale Bolivariana è quello di “difendere il paese in qualunque condizione e in qualunque momento storico” ed ha sottolineato come il recente accordo tra la Colombia e la NATO e la visita del vicepresidente Pence a diversi capi di stato latinoamericani sia “il preludio all’invasione”. Un’idea che, a detta di Maduro, Trump non ha mai abbandonato e che le indiscrezioni giornalistiche hanno confermato.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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