Taiwan: due navi USA attraversano lo Stretto, continuano le tensioni con la Cina

Pubblicato il 9 luglio 2018 alle 6:03 in Taiwan USA e Canada

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Due navi da guerra statunitensi sono passate nello Stretto di Taiwan, sabato 7 luglio. Secondo Reuters, l’isola asiatica considererà l’azione come un simbolo del supporto del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un momento di tensioni crescenti con la Cina.

Il portavoce della flotta pacifica statunitense, il capitano Charlie Brown, ha dichiarato che le due navi, i cacciatorpedinieri Mustin e Benfold, hanno condotto un transito di routine nell’area, passando nelle acque internazionali dello Stretto di Taiwan, il 7 e l’8 luglio. L’uomo ha aggiunto che questo tipo di passaggi tra il Mar Cinese Meridionale e il Mar Cinese Orientale viene effettuato da anni. Il Ministero della Difesa taiwanese ha confermato che la rotta ha rispettato il regolamento.

Il passaggio delle due imbarcazioni nell’area è il primo effettuato da una nave della Marina statunitense da luglio del 2017, quando la John S. McCain transitò nell’area. L’operazione fa seguito a una serie di esercitazioni militari cinese effettuate intorno l’isola che avevano causato tensioni fra Pechino e Taipei. La Cina, infatti, aveva aumentato la sua presenza militare nella regione, facendo passare una delle sue portaerei nello Stretto a gennaio.

Washington non ha relazioni formali con Taiwan, ma è obbligata per legge ad aiutarla a difendersi, oltre a essere il maggior esportatore di armi per l’isola. Più di una volta, la Cina ha ribadito che la situazione di Taiwan è la problematica più sensibile nelle relazioni con gli Stati Uniti. Pechino rivendica l’isola di Taiwan come propria, e non ha mai rinunciato all’uso della forza per portare sotto il suo controllo quella che considera una sua provincia. Da parte sua, Taipei si rifiuta di farsi governare dal Partito Comunista di Pechino.

Alla fine della guerra civile cinese, nel 1949, le forze nazionaliste sconfitte fuggirono a Taiwan. Da allora, la Cina non ha mai rinunciato a ricorrere all’uso della forza per portare l’isola sotto il proprio controllo. Sia Pechino sia Taipei considerano la regione come parte della Cina, ma nessuno dei due governi riconosce la legittimità dell’altra parte. Il principio “una sola Cina” vede l’isola di Taiwan, che gode di una indipendenza de facto dal Continente ed è governata democraticamente, come una regione a statuto speciale sotto la giurisdizione di Pechino. La stessa dicitura “una sola Cina” è soggetta a diverse interpretazioni. La Repubblica Popolare basa il principio sulla Risoluzione 2758 dell’ONU del 1971, che riconosce il governo di Pechino come unico rappresentante dell’intero popolo cinese. La Repubblica di Cina – denominazione ufficiale di Taiwan – ha, invece, sempre interpretato “la sola Cina” essere la Repubblica di Cina, dunque se stessa e non la Repubblica Popolare. Di recente, il sentimento indipendentista all’interno del partito di governo di Taipei e le esercitazioni militari, ordinate dal leader cinese, Xi Jinping, hanno contribuito ad alimentare ulteriormente la tensione tra Pechino e Taipei.

Il passaggio dei due cacciatorpedinieri nello Stretto di Taiwan si inserisce nel contesto della guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina. Il presidente Trump ha aggiunto il 25% di dazi sui prodotti cinesi, in quella che alcuni considerano una mossa elettorale, mentre altri ritengono che il leader statunitense voglia affrontare il problema del deficit commerciale del Paese con la Cina. Altri ancora sostengono che il vero scopo sia contenere il progresso tecnologico cinese. Il presidente americano aveva annunciato le tariffe statunitensi il 15 giugno e aveva poi minacciato Pechino, il 18 giugno, con ulteriori dazi sui prodotti cinesi per un valore di 200 miliardi, in caso di ritorsioni da parte della Repubblica Popolare. Da parte sua, Pechino ha delineato un piano tariffario ai danni di Washington, consistente nel tassare vari prodotti statunitensi, tra cui automobili, prodotti agricoli e frutti di mare, per un valore di 50 miliardi di dollari. Secondo il leader della Casa Bianca, tuttavia, tale piano conferma la determinazione della Cina a mantenere gli Stati Uniti in una condizione di svantaggio permanente e ingiusto.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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