Salvini: i migranti salvati in mare dalle missioni europee devono essere portati in altri Paesi

Pubblicato il 9 luglio 2018 alle 17:56 in Immigrazione Italia

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L’Italia cercherà il sostegno dai partner dell’Unione Europea affinché i migranti salvati in mare da navi delle missioni di anti-traffico e monitoraggio vengano trasportati verso altri Paesi.

È quanto ha affermato il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, il quale ha reso noto che tale proposta verrà avanzata giovedì 12 luglio, in occasione del meeting tra i ministri degli Interni europei a Innsbruck, in Austria. “Dopo aver impedito l’attracco nei nostri porti alle navi delle Ong, chiederò ai nostri alleati europei di interrompere l’approdo delle imbarcazioni delle missioni internazionali che soccorrono i migranti”, ha precisato Salvini. L’annuncio, effettuato domenica 8 luglio, è arrivato un giorno dopo che una nave di pattuglia irlandese aveva soccorso più di 100 migranti nel Mediterraneo, facendoli sbarcare nel porto di Messina. Tale operazione faceva parte della Operation Sophia, lanciata nel luglio 2015 dall’UE, con lo scopo di contrastare l’attività illegale dei trafficanti di esseri umani lungo il Mediterraneo centrale. Alla luce delle dichiarazioni di Salvini, il portavoce della Commissione Europea per la Migrazione, Natasha Bertaud, ha reso noto che “è imminente una revisione del mandato strategico dell’Operation Sophia”. Il 5 luglio, è stata attivata una Cellula di Informazione sul Crimine a bordo delle imbarcazioni dell’Operazione europea, conseguente alla decisione congiunta presa il 14 maggio dalle agenzie Europol e Frontex. Secondo quanto riportato dal comunicato di Frontex, la cellula, composta da 5 membri altamente specializzati, apre un nuovo capitolo nella cooperazione tra le agenzie di difesa, che andrà a migliorare l’efficacia delle loro azioni attraverso un maggiore scambio di informazioni sensibili sulle attività criminali nel Mediterraneo Centrale. Nello specifico, i 5 ufficiali faciliteranno la raccolta e la trasmissione di dati sui trafficanti di esseri umani e di petrolio.

Secondo quanto riportato da Reuters, la richiesta che Salvini farà il 12 luglio potrebbe provocare una frizione tra l’Italia e gli altri membri dell’UE, dal momento che l’immigrazione, da tempo, è fonte di tensioni politiche sia interne sia esterne.

Il nuovo ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, il mese scorso, aveva chiesto a Frontex, l’agenzia europea che controlla i confini e le frontiere dell’UE, di smettere di operare nel Mediterraneo. Occorre ricordare che, il primo febbraio scorso, Frontex ha sostituito l’operazione Tritorn con l’operazione Themis, la quale ha posto una maggiore attenzione sul ruolo delle forze dell’ordine e sulla copertura delle aree del Mediterraneo centrale, attraversate da flussi provenienti da Libia, Algeria, Tunisia, Egitto, Turchia e Albania. Il patto che ha dato vita alla nuova operazione, sottoscritto tra il Viminale e Frontex, ha stabilito inoltre che i migranti recuperati dalle imbarcazioni della missione vengano fatti sbarcare nel porto del Paese più vicino, e non più in Italia. Per di più, l’accordo prevede che la linea di galleggiamento delle navi Frontex venga stabilita a 24 miglia di distanza dalle coste libiche, come era stato suggerito dal procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, secondo cui la maggiore vicinanza alla Libia consentirebbe di effettuare controlli migliori.

“Prima di accogliere anche un solo ulteriore richiedente asilo da un altro Paese europeo vogliamo vedere l’impegno vero, con un piano di costi, mezzi e risorse sul modo in cui l’UE ha intenzione di aiutarci”, ha spiegato Salvini, affermando che, rispetto al governo precedente “la musica cambierà”.

Intanto, secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), più di 46.449 migranti sono entrati in Europa nei primi 6 mesi del 2018, una diminuzione significativa rispetto ai 101.213 stranieri che arrivarono in territorio europeo dal primo gennaio al 30 giugno 2017.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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