Afghanistan: l’85% delle donne e dei bambini sono vittime di molestie

Pubblicato il 9 luglio 2018 alle 18:50 in Afghanistan Asia

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I funzionari della Commissione indipendente per i diritti umani dell’Afghanistan (AIHRC) hanno reso noto che oltre l’85% delle donne e dei bambini afghani sono stati vittima di qualche sorta di molestia.

I funzionari di quasi 20 organizzazioni governative e non governative si sono riuniti per riferire alla Commissione parlamentare per i diritti umani e le questioni femminili riguardo alle loro iniziative volte a combattere le molestie nei confronti di donne e bambini. Secondo l’AIHRC, un’alta percentuale di donne è costretta a rinunciare al lavoro a causa di molestie, mentre altre accettano le proposte degli uomini per mantenere il proprio posto di lavoro. Qadria Yazdan Parast, un commissario AIHRC, ha dichiarato di aver recentemente intervistato oltre 1.500 donne e ragazze, di cui oltre 1.300 hanno affermato che le donne sono state vittime di molestie.

“La nostra indagine differenzia oltre 15 tipi di molestie che in questa società sono stati effettuati contro donne e bambini”, ha affermato Yazdan Parast. I risultati del loro sondaggio non sono ancora stati pubblicati, ma l’AIHRC ha affermato che questo avverrà nei prossimi giorni. Nel frattempo, i funzionari della Commissione parlamentare per i diritti umani e le questioni femminili hanno affermato che gli organi responsabili non abbiano ancora messo in atto la nuova legge anti-molestie nei confronti di donne e bambini.

Nel frattempo, i funzionari del Ministero della Sanità Pubblica hanno affermato che dal 2013 hanno dovuto gestire oltre 23.000 casi di violenza contro donne e bambini. “Dal 2013 ad oggi sono stati registrati circa 23.000 casi e loro (donne e bambini) hanno beneficiato di servizi sanitari”, ha dichiarato Ahmad Jan Naeem, vice ministro della Sanità Pubblica. Alla riunione ha partecipato anche il viceministro per gli Affari Religiosi, Abdul Hakim Munib, che ha dichiarato: “Abbiamo pubblicato alcuni fascicoli sui diritti delle donne e il loro ruolo nella famiglia”. Sebbene un certo numero di dipartimenti governativi e non governativi affermino di aver raggiunto risultati positivi nel campo delle molestie, i funzionari dell’AIHRC e la Commissione parlamentare per i diritti umani e le questioni femminili hanno affermato che tali sforzi non sono sufficienti.

Secondo questi ultimi, i dipartimenti che lavorano per porre fine alle molestie contro donne e bambini non sono riusciti a risolvere il problema e ritengono che la legge anti-molestie debba essere pienamente attuata. La legge è stata approvata dal parlamento nel 2017 ed è stata firmata dal presidente afghano, Ashraf Ghani, nell’aprile 2018. È composta da tre capitoli e 29 articoli e prevede la condanna a pene detentive e multe salate per i reati di molestia contro donne e bambini. Alcuni attivisti per i diritti umani hanno dichiarato che sperano in un’applicazione tempestiva della norma. “Quasi tutte le famiglie sono vessate dalle molestie. Speriamo che si dia avvio ad un meccanismo”, ha affermato Fawzia Kofi.

La situazione relativa alle condizioni di donne e bambini in Afghanistan è notoriamente drammatica. Quasi la metà dei bambini afghani sono attualmente fuori dal percorso di scolarizzazione per via di conflitti, povertà, matrimonio infantile e discriminazioni verso il genere femminile; tali cifre sono aumentate per la prima volta dal 2002, stando al recente rapporto di un’organizzazione umanitaria. Durante il seminario, una giovane ragazza, Ziwar, proveniente dalla provincia centrale di Daikondi, una delle regioni afghane dove la sicurezza è più stabile, ha raccontato agli astanti di essere andata a scuola fino all’età di 14 anni. “So leggere e scrivere, so scrivere una lettera. Ora imparo leggendo libri, ma voglio continuare a studiare. Da grande voglio diventare una dottoressa”.

Il 15 aprile 2018, alcuni militanti estremisti hanno fatto irruzione in due scuole afghane e hanno dato fuoco agli edifici e sparso violenza nel Paese, provocando la chiusura di centinaia di istituti privati. Domenica 3 giugno, a Mazar-i-Sharif, capoluogo della provincia settentrionale di Balkh, una ragazza è stata uccisa e altre 20 sono state ferite durante una corsa disordinata presso una scuola, mentre si radunavano per la consegna dei loro pass di accesso al test di ingresso all’università.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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