Tunisia: attacco islamista al confine con l’Algeria, 9 poliziotti uccisi

Pubblicato il 8 luglio 2018 alle 19:26 in Africa Tunisia

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9 membri delle forze di sicurezza tunisine sono stati uccisi in un attacco condotto domenica 8 luglio nella regione occidentale del Paese, vicino al confine con l’Algeria.

L’unità di polizia di Gar Dimaou, nella regione di Jendouba, ha subito un’imboscata durante un regolare controllo di pattugliamento. A riferirlo è stata l’agenzia di stampa statale tunisina TAP. “Gli aggressori, terroristi, hanno lanciato una granata alla prima auto della sicurezza, e ci sono stati scontri con armi a fuoco”, hanno riferito alla TAP le fonti interne alle forze dell’ordine. Sono 9 i poliziotti rimasti uccisi nell’attacco, ossia il numero più alto di vittime prodotte da un attentato terroristico dal 2015, in cui avvennero 3 attentati di notevoli dimensioni, a oggi.

Due degli attentati del 2015 furono condotti contro i turisti: il primo, condotto presso il museo nazionale del Bardo, nella capitale Tunisi, il 18 marzo, causò la morte di 24 persone, di cui 21 turisti; il secondo, avvenuto il 26 giugno sulle spiagge di Susa, fece 39 morti. Il terzo attacco, risalente al 24 novembre dello stesso anno, prese di mira gli agenti di sicurezza presidenziali ancora una volta nella capitale, uccidendo 12 persone. Tutti i suddetti attentati furono rivendicati dallo Stato Islamico.

I militanti estremisti sono presenti nelle regioni rurali del Paese, e a volte prendono di mira le forze di sicurezza per scagliare nuovi attacchi.

La Tunisia, prima una delle nazioni con il più alto livello di sicurezza dell’intero mondo arabo, è divenuta negli ultimi anni un bersaglio sempre più colpito dagli attacchi dei militanti islamici, in seguito alle rivolte contro il governo autocratico di Zine Abidine Ben Ali, nel 2011, e ai cambiamenti democratici che da quell’anno in poi si sono verificati nel Paese. Alcuni estremisti sono attivi anche nelle zone più impervie non lontane dal confine con l’Algeria, Stato che è impegnato nella lotta contro i miliziani rimasti operativi dopo una violenta insorgenza islamista negli anni Novanta.

Nonostante i numerosi arresti effettuati nel corso dell’ultimo anno, le autorità tunisine confermano che la minaccia nel Paese continua a essere alta, soprattutto al confine con la Libia. Per rafforzare la sicurezza, è previsto che, nel corrente anno 2018, la Tunisia installi un sofisticato sistema elettronico al confine libico che impedirà l’infiltrazione dei terroristi dalla Libia e limiterà le attività di contrabbando. Già il 4 febbraio 2016, la Tunisia aveva completato la costruzione di una barriera alla frontiera libica, composta da fossati, muri di sabbia e filo spinato per contrastare le attività terroristiche e il contrabbando di armi. I principali gruppi terroristici attivi durante il 2016 sono stati Ansar al-Sharia in Tunisia (AAS-T) e al-Qaeda nel Magreb Islamico (AQIM), i quali hanno continuato a operare soprattutto nelle montagne nell’ovest del Paese, colpendo ripetutamente i civili e le forze di sicurezza. Le cellule affiliate all’ISIS, invece, sono state più attive ai confini libici, soprattutto nella città di Ben Guerdan.

Il turismo nel Paese, drasticamente calato nel 2015, sta oggi lentamente riprendendo. Il governo tunisino ha tuttavia mantenuto attivo lo stato di emergenza nazionale, e ciò gli ha concesso maggiori poteri nella lotta volta a sradicare le reti terroristiche.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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