Russia blocca convogli umanitari Onu destinati in Siria

Pubblicato il 8 luglio 2018 alle 6:00 in Russia Siria

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La Russia ha impedito al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di far partire i convogli umanitari diretti verso la Siria sud-occidentale, dove i ribelli sono bersagliati dai raid russi e dall’offensiva governativa siriana, in seguito a una riunione indetta con urgenza sull’argomento su richiesta di Svezia e Kuwait.

Giovedì 5 luglio, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha tentato invano di convincere la Russia a concedere il permesso per far partire i convogli umanitari, arenati al confine con la Giordania, affinché giungessero a destinazione, per aiutare i civili sfollati in seguito ai raid aerei e ai bombardamenti dell’aviazione russa, alleata del presidente siriano Bashar al-Assad, e delle forze governative di Damasco. Un diplomatico, che ha chiesto di parlare in condizione di anonimato, ha spiegato che invano i membri del Consiglio hanno cercato di persuadere Mosca ad accettare una dichiarazione che riconoscesse la necessità di prestare aiuti umanitari nella Siria meridionale.

Vassily Nebenzia, ambasciatore russo presso le Nazioni Unite, ha reso noto che non ci sarebbe stata alcuna dichiarazione per la stampa. “Siamo impegnati a combattere il terrorismo”, ha affermato. Quando gli è stato chiesto di affrontare la situazione di grave crisi umanitaria in cui vertono i cittadini siriani, Nebenzia ha tagliato corto, replicando che l’Onu ha già in piedi una risoluzione di consegna di aiuti umanitari transfrontalieri.

Un altro diplomatico ha affermato che i Paesi occidentali e l’intero Consiglio di Sicurezza all’unanimità, fatto salvo per la Russia, si sono mostrati uniti e determinati nel voler denunciare l’offensiva militare in corso nella Siria sud-occidentale, e le conseguenze che tale campagna, voluta da Assad e spalleggiata dalla Russia, sta causando nella regione. Durante il meeting la Russia, secondo tale fonte, era isolata nella sua opposizione.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, aveva precedentemente affermato che l’offensiva mossa dal presidente siriano con l’appoggio russo sta avendo “un impatto devastante” sulla popolazione civile. “Si stima che 750mila vite siano in pericolo, e fino a 325mila persone siano state sfollate”, aveva argomentato Guterres in merito agli effetti dell’operazione militare di Assad, iniziata il 19 giugno.

Nel frattempo, venerdì 6 luglio, i ribelli della Siria meridionale hanno accettato ufficialmente la resa, stipulando un accordo per il cessate-il-fuoco tramite la mediazione dei russi, e accettando di consegnare al governo del presidente Bashar al-Assad i territori sotto il loro controllo nella provincia di Deraa.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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