Libia: 2 lavoratori uccisi nel secondo attacco a un impianto idrico

Pubblicato il 8 luglio 2018 alle 12:37 in Africa Libia

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Presunti militanti islamici hanno ucciso, sabato 7 luglio, due cittadini libici che lavoravano in un impianto idrico della Libia sud-orientale, e ne hanno rapiti altri due; si tratta della seconda aggressione agli impianti idrici libici in due giorni consecutivi.

“Un attacco armato è stato effettuato da gruppi terroristici nel sito di Tazirbu, saccheggiando, uccidendo e terrorizzando i dipendenti che assicurano il rifornimento idrico alle città, le loro famiglie e i loro bambini”. Questo è quanto ha dichiarato l’Autorità per la gestione del progetto della Grande riviera artificiale, l’ente libico che gestisce il sito di Tazirbu, situato a circa 1.500 chilometri a sud-est di Tripoli. Un ingegnere e un agente di sicurezza sono stati uccisi da colpi di armi da fuoco, e altri due agenti sono stati rapiti dal gruppo di uomini armati non identificato. Secondo il comunicato, l’aggressione è riconducibile ai militanti dello Stato Islamico. Gli aggressori, rende inoltre noto la compagnia, hanno altresì rubato autoveicoli e rifornimenti dall’impianto.

Nella giornata di venerdì 6 luglio, un altro sito della Grande riviera artificiale, situato ad Al-Hassouna e facente parte dello stesso network di impianti, è stato attaccato da alcuni miliziani, anch’essi non identificati, i quali hanno rapito quattro ingegneri, di cui uno sud-coreano e tre filippini. Gli attacchi contro gli impianti non sono stati ancora rivendicati.

Il sito di Tazirbu fa parte del progetto della grande riviera artificiale, acquedotto realizzato dal governo libico di Muhammar Gheddafi (1969-2011) per prelevare acqua dolce di origine fossile dal Sahara libico e trasportarla alle città costiere della Libia settentrionale. Tazirbu si trova nel distretto di Kufra, in Libia sud-orientale, e l’impianto idrico che vi è stato costruito dista circa 1.000 chilometri da quello di Al-Hassouna, ha spiegato un ufficiale.

Separatamente, una pubblicazione dello Stato Islamico rilasciata da Al Naba, nella giornata di venerdì 6 luglio, ha reso noto che l’ISIS ha sequestrato due ufficiali delle forze aeree appartenenti a truppe fedeli al comandante della Libia orientale, Khalifa Haftar. Tale fonte ha allegato la foto di due uomini in piedi, in divisa arancione da lavoro, ammanettati. Il messaggio informa inoltre che i due ostaggi sono stati portati a est della cittadina di Waddan, situata nel deserto della Libia centrale. Gli ufficiali del Libyan National Army di Haftar hanno affermato che non sono in grado, al momento, né di confermare né di smentire l’accaduto.

Tanto i militanti di a-Qaeda quanto quelli dello Stato Islamico hanno finora condotto numerose operazioni in Libia. L’ISIS ha perso la sua roccaforte costiera a Sirte a dicembre 2016, quando il gruppo è stato sconfitto da forze libiche locali appoggiate militarmente dai raid aerei degli Stati Uniti. Tuttavia, negli ultimi mesi, i miliziani del movimento hanno ripreso ad essere attivi nelle aree desertiche più impervie del Paese.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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