Corea del Nord accusa gli Stati Uniti di fare “richieste da criminali” per la denuclearizzazione

Pubblicato il 8 luglio 2018 alle 11:29 in Corea del Nord USA e Canada

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Sabato 7 luglio, la Corea del Nord ha accusato gli Stati Uniti di aver fatto delle richieste “da criminali” durante le trattative relative al suo programma nucleare, contraddicendo il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, che aveva annunciato progressi nei negoziati.

Pompeo era arrivato a Pyongyang il 6 luglio, per discutere l’attuazione dell’accordo relativo alla denuclearizzazione della penisola coreana raggiunto al termine del summit di Singapore del 12 giugno, tra il presidente americano, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong Un. Dopo un giorno e mezzo di negoziati, Pompeo aveva riferito che Washington e Pyongyang avevano fatto progressi e avevano convenuto che si sarebbero incontrate nuovamente il 12 luglio. Tale incontro coinvolgerà altresì i funzionari del Dipartimento della Difesa statunitense.

Qualche ora dopo la partenza del segretario di Stato americano, i funzionari nordcoreani hanno fornito una valutazione più negativa delle trattative, affermando che gli Stati Uniti hanno spezzato lo spirito del summit di giugno. Secondo Pyongyang, la delegazione di Pompeo ha insistito sull’attuazione di una denuclearizzazione unilaterale, completa, verificabile e irreversibile. La parte nordcoreana, tuttavia, ha proposto che entrambe le parti attuino una serie di misure simultanee per velocizzare le operazioni per liberare la penisola coreana dal nucleare.

“Questa volta, le trattative ci hanno portato in una situazione pericolosa, che potrebbe far vacillare il nostro fermo desiderio di denuclearizzare l’area, invece che consolidare la fiducia tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti. Al termine del comunicato, pubblicato dalla KCNA, Pyongyang ha comunicato che se non verranno prese misure bilaterali, le due parti potrebbero cercare un altro modo per risolvere la situazione. “Non ci sono garanzie che ciò non risulterà in un’altra tragedia”, riporta l’articolo. Tuttavia, viene specificato che la parte nordcoreana apprezza la buona fede del presidente Trump.

Pompeo ha liquidato le accuse di Pyongyang domenica 8 luglio, spiegando ce continuerà a portare avanti le trattative relative alla denuclearizzazione. “La strada sarà difficile e piena di sfide e sappiamo che alcuni critici cercheranno di minimizzare il lavoro che abbiamo fatto” ha spiegato il segretario di Stato. Attualmente, Pompeo si trova a Tokyo, dove ha incontrato il primo ministro del Paese, Shinzo Abe, che ha lodato la condotta e la leadership del funzionario statunitense in occasione dell’ultimo colloquio con i funzionari nordcoreani.

Nonostante dopo l’incontro con Kim, Trump abbia comunicato che la Corea del Nord “non costituisce più una minaccia nucleare”, il leader nordcoreano deve ancora fornire i dettagli di come o quando intende smantellare il suo arsenale. Inoltre, secondo alcune indagini dell’intelligence statunitense, la Corea del Nord non intende rinunciare completamente al suo programma nucleare e possiede dei siti nascosti dove porta avanti tali attività.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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