Somalia: autobomba di al-Shabaab a Mogadiscio, almeno 5 morti

Pubblicato il 7 luglio 2018 alle 16:53 in Africa Somalia

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Sono almeno 5 i morti e 21 le persone rimaste ferite, sabato 7 luglio, durante l’esplosione di due autobombe nella capitale somala Mogadiscio, e nei successivi scontri con i militanti di al-Shabaab.

Secondo quanto riferito dal Maggiore Mohamed Hussein, un ufficiale di polizia locale, sono state due le deflagrazioni avvenute nella mattina di sabato 7 luglio a Mogadiscio, entrambe a distanza ravvicinata l’una dall’altra; la prima è avvenuta in prossimità del palazzo presidenziale, la seconda all’esterno di una stazione di polizia. Hussein ha confermato che si è trattato in entrambi i casi di un’autobomba. Dopo la duplice esplosione, un gruppo di militanti di Al-Shabaab hanno tentato di fare irruzione nella struttura, impegnando le forze dell’ordine in pesanti scontri a fuoco. L’edificio in questione ospita i ministeri dell’Interno e della Sicurezza, ed è anche un quartier generale della polizia locale. 

A confermare la natura dell’attacco era stato anche un testimone oculare, che aveva visto il fumo provenire dal veicolo in fiamme subito dopo la deflagrazione. L’Ufficiale maggiore aveva altresì aggiunto che, in seguito all’attentato, le forze di sicurezza avevano aperto il fuoco. Non era però stato in grado di fornire ulteriori dettagli, ma aveva affermato che la polizia ha prontamente sgomberato la strada dove è avvenuta la detonazione. “Nella prima operazione di soccorso, abbiamo trasportato in barella 13 feriti che si trovavano vicino alle scene delle esplosioni”, ha spiegato all’agenzia di stampa Reuters Abdikadir Abdirahman, il direttore del servizio sanitario di emergenza di Amin Ambulances. L’attentato è stato rivendicato dal gruppo islamista al-Shabaab, operativo nei Paesi del Corno d’Africa.

Già lunedì 2 luglio, a Mogadiscio, una bomba collocata sul ciglio della strada aveva provocato il ferimento di 7 persone. Secondo quanto riferito, in quell’occasione, dall’ufficiale maggiore di polizia Abdullahi Hussein, l’esplosione dell’ordigno era avvenuta in un momento in cui non c’era alcuna macchina in transito, e ad essere colpiti erano stati solo i passanti. “I 7 feriti sono stati subito portati in ospedale”, aveva dichiarato il direttore del servizio di emergenza Amin Ambulances, Abdikadir Abdirahman.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è attivo sul territorio dal 2006 e affiliato di al-Qaeda. Scopo dell’organizzazione è rovesciare il governo centrale di Mogadiscio, supportato dall’Onu e dai Paesi occidentali, per assumere il potere e imporre la propria visione, più radicale, della legge islamica, la Sharia. La campagna di violenza del gruppo è rivolta principalmente alle forze della missione di pace AMISOM, istituita nel gennaio 2007 dall’Unione Africana e approvata dalle Nazioni Unite, ma spesso vengono presi di mira anche i civili. L’attacco più mortale compiuto da al-Shabaab in Somalia si è verificato il 14 ottobre 2017, a Mogadiscio, dove un’esplosione di autobombe ha ucciso più di 500 persone.

Tuttavia, al-Shabaab non è l’unica organizzazione terroristica che minaccia il territorio somalo. Tra il 3 e il 4 novembre 2017, sono stati compiuti i primi raid aerei americani contro lo Stato Islamico in Somalia dal momento che, nel corso dei 12 mesi passati, una fazione somala fedele all’ISIS era cresciuta notevolmente, passando da poche decine di membri a più di 200 militanti, aggravando la situazione già precaria nella regione.

Divenuta indipendente nel 1977, la Somalia è precipitata in una guerra civile dal 1991, quando il dittatore Siad Barre fu rovesciato dai gruppi di resistenza armata attivi nel Paese dagli anni ’80. Da quel momento, il Paese non ha conosciuto stabilità politica, e l’intervento delle Nazioni Unite, che organizzarono una missione di peacekeeping nell’aprile 1992 (UNOSOM), è stato violentemente osteggiato dai militanti di al-Shabaab.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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