Siria orientale: esplode autobomba dell’ISIS, 18 morti

Pubblicato il 7 luglio 2018 alle 13:53 in Medio Oriente Siria

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Un’autobomba dello Stato Islamico è esplosa nella Siria orientale, provocando la morte di almeno 18 persone, 7 delle quali erano civili e le restanti 11 erano membri delle forze a guida americana impegnate a combattere l’ISIS nel Paese.

Nella giornata di venerdì 6 luglio, alcuni insorti dello Stato Islamico ancora operativi sul territorio siriano hanno condotto un attentato ai danni delle forze statunitensi. “Un’autobomba è esplosa davanti alla base delle Syrian Democratic Forces, nella cittadina di Al-Bsayra, nella campagna che circonda la regione orientale di Deir Az-Zour”, ha affermato Rami Abdel Rahman, presidente dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, organismo di monitoraggio della situazione siriana con base a Londra. “Ha ucciso un comandante e altri 10 ufficiali, come anche 7 civili, tra cui 3 bambini”, ha reso noto Rahman.

A rivendicare l’attentato è stato lo Stato Islamico tramite la sua agenzia di stampa online.

Nella provincia di Deir az-Zour, le Syrian Democratic Forces (Fsd) arabo-curde, sostenute dagli Stati Uniti, sono state recentemente impegnate a portare avanti un’offensiva contro l’ISIS. Le milizie delle Fsd hanno attaccato lo Stato Islamico sulla sponda orientale dell’Eufrate, che taglia il territorio siriano trasversalmente, mentre le forze governative siriane, spalleggiate dalla Russia, hanno affrontato i jihadisti dell’ISIS sulla sponda occidentale del fiume. L’incedere delle due offensive parallele ha provocato, a partire dal 2017, la fuga di migliaia di civili, che hanno abbandonato le loro case per rifugiarsi nel deserto.

Nonostante gli sforzi congiunti e paralleli, i miliziani dello Stato Islamico mantengono ancora una modesta presenza nei villaggi situati a est di Deir Az-Zour. A maggio, le Syrian Democratic Forces avevano annunciato l’inizio dello stadio finale della lotta contro i terroristi, stadio in cui prevedevano di espellerli definitivamente dal territorio siriano orientale, liberando anche gli ultimi bastioni detenuti dai membri superstiti dello Stato Islamico, appostati nelle zone più impervie e desertiche.

La zona di confine della valle dell’Eufrate è stata il cuore del “califfato” che l’ISIS aveva proclamato il 29 giugno 2014 ed è stata poi, nel 2017, il suo ultimo baluardo, dove una coalizione condotta dalle forze americane, impegnata a sostenere gli sforzi militari locali, nel mese di novembre aveva stimato che fossero rimasti ancora circa 1500 militanti jihadisti. Nonostante lo Stato Islamico sia stato sconfitto in ampie regioni di Deir az-Zour, a quella data l’ISIS controllava ancora il 37% della provincia e i suoi combattenti erano dispiegati nella regione orientale della Siria.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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