Primo ministro turco: lo stato di emergenza sarà revocato il 9 luglio

Pubblicato il 7 luglio 2018 alle 6:05 in Medio Oriente Turchia

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Lo stato di emergenza, imposto in Turchia il 21 luglio 2016 e rinnovato per la settima volta il 18 aprile 2018, sarà revocato il 9 luglio, in occasione della cerimonia di giuramento a seguito della quale il presidente Recep Tayyip Erdogan avvierà il suo secondo mandato presidenziale. È quanto affermato dall’emittente turca TRT World, che riporta l’annuncio fatto dal primo ministro turco, Binali Yildirim, all’agenzia di stampa Anadolu. “Il nuovo governo sarà annunciato lunedì e lo stato di emergenza si concluderà”, ha dichiarato Yildirim, che ha spiegato che un decreto del 6 luglio “includerà le misure necessarie per evitare la vulnerabilità nell’area dell’antiterrorismo una volta che lo stato di emergenza sarà finito”.

Durante la campagna elettorale in vista delle elezioni del 24 giugno, vinte da Erdogan con il 52,59% dei voti, il presidente turco aveva annunciato che avrebbe revocato lo stato di emergenza, imposto il 21 luglio 2016, in seguito al tentativo di colpo di stato, orchestrato, secondo Ankara, dalla Fetullah Terrorist Organization (FETO), guidata dal predicatore Fetullah Gulen, religioso islamico, residente negli Stati Uniti. La permanenza di Gulen negli Stati Uniti ha alimentato tensioni fra Washington e Ankara, che ha richiesto l’estradizione. Washington, tuttavia, aveva dichiarato di non essere convinta delle prove presentate dalle autorità turche che, a loro volta, hanno espresso disappunto per il fatto che gli Stati Uniti non si sono mossi abbastanza in fretta. Yildirim ha spiegato all’agenzia Anadolu che “la maggior parte del mondo accettava che il tentativo di colpo di stato fosse stato portato a termine dal FETO, ma gli Stati Uniti erano piuttosto “riluttanti” a riconoscerlo”. 

“I turchi trovano inaccettabile che le attività di questa organizzazione terroristica continuino negli Stati Uniti senza alcuna difficoltà o restrizioni dopo tutto quello che è successo”, ha proseguito il primo ministro turco, che tuttavia ha rassicurato che l’opinione di Ankara è che “le relazioni con gli Stati Uniti si normalizzeranno e continueranno ad essere degne di due alleati della NATO”. Proprio in occasione del vertice della NATO, che si terrà a Bruxelles, l’11 e il 12 luglio, e a cui Erdogan parteciperà, saranno affrontate anche le questioni riguardanti il FETO e le aspettative degli Stati Uniti nei confronti della Turchia, ha dichiarato Yildirim.

Con riferimento al nuovo sistema presidenziale, deciso in occasione del referendum del 16 aprile 2017 e realizzatosi in seguito alle elezioni del 24 giugno, Yildirim ha affermato che il ruolo del parlamento non sarà sminuito. Indicativo il fatto, secondo il primo ministro turco, che “esclusa la legge di bilancio, il governo non ha l’autorità di proporre leggi”. Ha inoltre espresso la necessità che il governo faccia della crescita, trainata dalla produzione, dall’occupazione e dalle esportazioni, e della riduzione dell’inflazione e dei tassi di interesse una priorità, proseguendo sulla strada delle riforme strutturali.

Yildirim sarà l’ultimo primo ministro turco dal momento che, nel nuovo sistema presidenziale, la carica di primo ministro è stata soppressa. Inoltre, nel nuovo sistema, tutti i ministeri saranno formati, nominati e regolamentati dal presidente eletto che, peraltro, avrà l’autorità di rimuovere i dipendenti pubblici, senza l’approvazione parlamentare. Il mandato di Yildirim, pertanto, si concluderà quando si formerà il nuovo governo. 

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Roberta Costanzo

di Redazione

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