La Spagna è il nuovo punto di accesso in Europa per i migranti

Pubblicato il 7 luglio 2018 alle 16:19 in Immigrazione Spagna

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La Spagna è diventata il nuovo principale punto d’accesso in Europa per i richiedenti asilo che fuggono dall’Africa. I funzionari dell’Unione Europea temono che tale flusso potrebbe esacerbare le tensioni politiche riguardo l’immigrazione nell’area.

Nei primi 5 mesi del 2018, circa 19.000 migranti sono arrivati in Spagna. La cifra è quasi pari al numero di richiedenti asilo giunti nel Paese iberico nel 2017 e, per la prima volta, ha sorpassato l’Italia in quanto ad arrivi. L’ondata di migranti si è intensificata nelle ultime settimane, da quando Roma ha deciso di chiudere i suoi porti.

Alcuni funzionari di Bruxelles temono che la Spagna possa diventare un nuovo punto caldo, nonostante il numero di arrivi totali in Europa dall’Africa stia velocemente diminuendo. Un diplomatico europeo, rimasto anonimo, ha spiegato che la rotta Marocco-Spagna è da anni sotto controllo, nonostante non sia a un livello drammatico. Il Paese africano rappresenta già una destinazione per coloro che fuggono da povertà e violenza negli Stati dell’Africa sub-sahariana, ma per alcuni è solamente un territorio di passaggio, poiché hanno capito che, per raggiungere l’Europa, la rotta Libia-Italia potrebbe essere inutilizzabile. Il governo marocchino ha spiegato che sta aumentando il suo impegno per contrastare l’immigrazione illegale durante l’estate, che è il periodo più ricco di attraversamenti via mare.

I trafficanti di persone in Marocco utilizzano gli attivisti per i diritti umani per contattare la guardia costiera, avvisandoli quando le imbarcazioni partono alla volta della Spagna. “I trafficanti sanno che le imbarcazioni verranno tratte in salvo” ha spiegato Oriol Estrada, un funzionario della guardia costiera. “Ci chiamano per comunicare che una certa nave ha lasciato la costa a una certa ora. Ci danno addirittura i nomi delle persone a bordo” ha aggiunto.

Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, aveva accolto due navi che avevano compiuto operazioni di salvataggio di migranti in mare, l’Aquarius e la Open Arms, alle quali era stato vietato l’approdo in Italia e a Malta, nonostante il numero di imbarcazioni provenienti dal Marocco sia aumentato. Ogni settimana, i richiedenti asilo arrivano su gommoni, spesso senza avere abbastanza carburante per terminare l’attraversata in mare, e vengono salvati dalla guardia costiera spagnola. Per questo motivo, Madrid sta addestrando un numero crescente di personale per gestire tale situazione, secondo quanto riportato da un funzionario marittimo.

Una situazione simile si stava sviluppando in Libia, prima che Roma attuasse una serie di restrizioni, portando il partito italiano della Lega ad accusare le organizzazioni che salvano i migranti in mare di comportarsi come dei taxi. Il 10 giugno, il ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini, aveva impedito all’imbarcazione Aquarius, con a bordo 629 migranti, di raggiungere l’Italia. Dopo qualche giorno, la Spagna aveva messo a disposizione il proprio porto di Valencia per accogliere le persone a bordo. La vicenda aveva sollevato una serie di tensioni fra i diversi Stati membri dell’Unione Europea, tanto che la cancelliera tedesca, Angela Merkel, aveva indetto una riunione fra i principali leader europei, prevista per il 24 giugno. Salvini aveva in seguito respinto una seconda nave, la Lifeline, la quale aveva tratto in salvo 239 migranti in alcune operazioni in mare. Questa seconda imbarcazione era stata infine accettata da Malta, la quale aveva però dichiarato che, dopo suddetta accoglienza, avrebbe chiuso i suoi porti alle navi delle ONG. Sia il governo maltese sia Salvini ritengono che tali organizzazioni, mediante le loro attività di salvataggio, favoriscano il lavoro dei trafficanti di persone.

Venerdì 29 giugno, i leader europei, riuniti a Bruxelles, hanno raggiunto un accordo per quanto riguarda l’immigrazione. Sia Salvini che il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, hanno ritenuto che gli esiti delle trattative con gli altri Stati dell’Unione Europea siano positivi per l’Italia. Tuttavia, il documento firmato non obbliga gli altri Paesi del blocco a condividere i migranti salvati in mare.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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