Somalia: 17 morti nello scontro tra al-Shabaab e clan di ribelli

Pubblicato il 6 luglio 2018 alle 16:00 in Africa Somalia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

In Somalia, almeno 17 persone sono state uccise negli scontri tra i miliziani del gruppo al-Shabaab e i clan di ribelli attivi nella regione centrale semiautonoma di Galmudug, giovedì 5 luglio. La compagnia radiofonica statale, Radio Muqdisho, ha riportato che i combattimenti nell’area di Haradheere, cominciati mercoledì 4 luglio, sono stati innescati dalla presunta decisione dell’organizzazione terroristica di reclutare adolescenti tra i loro ranghi.

Al-Shabaab controlla il distretto da anni e si è ripetutamente scontrato con i clan locali situati in quelle aree. Abdiasis Abu Musab, portavoce delle operazioni militari del gruppo, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che le milizie del clan sono state attaccate perché sospettate di essere state armate dalla vicina Etiopia per prendere il controllo del porto di Hobyo. “L’Etiopia vuole il porto e sta usando i ribelli del clan per catturare la strada che conduce alla città portuale di Hobyo”, ha dichiarato Abu Musab, aggiungendo che almeno 15 membri del clan sono stati uccisi dai miliziani del gruppo. Il porto di Hobyo si trova a circa 260 chilometri a nord-est dell’area di Haradheere. Secondo quanto rivelato dal portavoce di Al-Shabaab, al termine dell’attacco i jihadisti hanno preso tutte le armi delle milizie.

Radio Muqdisho ha riferito che, oltre alla decisione di al-Shabaab di reclutare adolescenti, ad alimentare la rabbia tra miliziani del clan e quelli del gruppo terrorista è stata anche l’imposizione di una tassa da parte di questi ultimi. Un anziano locale ha riferito che “abbiamo combattuto al-shabaab ma molti militanti sono giunti in supporto del gruppo da altre regioni. Abbiamo combattuto finchè non abbiamo finito i proiettili”.

Il gruppo islamista al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è attivo sul territorio dal 2006 ed è affiliato di al-Qaeda. Scopo dell’organizzazione è rovesciare il governo centrale di Mogadiscio, supportato dall’Onu e dai Paesi occidentali, per assumere il potere e imporre la propria visione, più radicale, della legge islamica, la Sharia. La campagna di violenza del gruppo è rivolta principalmente alle forze della missione di pace AMISOM, istituita nel gennaio 2007 dall’Unione Africana e approvata dalle Nazioni Unite, ma spesso vengono presi di mira anche i civili. L’attacco più mortale compiuto da al-Shabaab in Somalia si è verificato il 14 ottobre 2017, a Mogadiscio, dove un’esplosione di autobombe ha ucciso più di 500 persone.

Divenuta indipendente nel 1977, la Somalia è precipitata in una guerra civile dal 1991, quando il presidente Siad Barre fu rovesciato dai gruppi di resistenza armata attivi nel Paese dagli anni ’80. Il successivo vuoto di potere portò a una lotta tra i vari movimenti ribelli. Il conflitto indusse le Nazioni Unite ad organizzare una missione di peace-keeping nell’aprile 1992 (UNOSOM). Il Country Report on Terrorism 2016 del governo americano ha inserito il Paese africano al primo posto tra gli Stati considerati “safe heavens” (rifugi sicuro) del terrorismo in Africa. Dopo essere stati espulsi dalla capitale nell’agosto 2011, i jihadisti hanno cominciato a perdere altre numerose roccaforti sparse nel Paese. Tuttavia, al-Shabaab resta una grave minaccia, con i suoi combattenti che effettuano ripetutamente bombardamenti contro obiettivi civili e militari a Mogadiscio e altre città della Somalia.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.