Sierra Leone: ex alti funzionari accusati di corruzione

Pubblicato il 6 luglio 2018 alle 6:32 in Africa Sierra Leone

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L’ex vice presidente della Sierra Leone, Victor Foh, e l’ex ministro delle Miniere, Minkailu Mansaray, sono stati arrestati con l’accusa di corruzione mercoledì 4 luglio. La notizia è stata diffusa da Reuters Africa nella giornata di giovedì 5 luglio.

Di recente, il presidente del Paese, Julius Maada Bio, ha istituito una Commissione anti-corruzione, incaricata di indagare sulle presunte irregolarità in corso durante il mandato di Ernest Bai Koroma, presidente della Sierra Leone dal 17 settembre 2007 al 5 aprile 2018. Il capo della Commissione, Francis Ben Kaifala, ha dichiarato che Victor Foh, vicepresidente sotto la presidenza Koroma, è accusato di cattiva gestione dei fondi pubblici, tra cui l’appropriazione indebita di denaro destinato ad aiutare i musulmani più poveri a compiere il pellegrinaggio alla Mecca. Anche l’allora ministro delle Miniere, Mansaray, sarebbe implicato in un giro di corruzione negli appalti per un progetto minerario che ha visto coinvolto il nipote di Koroma. “La lotta alla corruzione è solo questo: una lotta. E se resisti, ti porteremo in guerra”, ha dichiarato Kaifala nel corso di una conferenza stampa nella capitale, Freetown. Il funzionario ha inoltre reso noto che altre persone verranno messe sotto accusa nelle settimane a venire, aggiungendo che la Commissione starebbe anche riaprendo le indagini sulla presunta cattiva gestione dei fondi durante l’epidemia di Ebola che ha colpito il Paese tra il 2014 e il 2016.

Gli avvocati di Foh e Mansaray non hanno risposto immediatamente alle richieste di Reuters di commentare l’accaduto. Giovedì 5 luglio, secondo quanto riferito da Kaifala, entrambi gli uomini sono stati rilasciati su cauzione.

Da parte sua, Koroma ha negato tutte le accuse, liquidandole come “totali assurdità” con l’unico scopo di compromettere la sua immagine pubblica, dichiarando altresì l’intenzione di voler citare in giudizio per diffamazione i responsabili. Il partito di Koroma, l’All People’s Congress (APC), ha definito le accuse “una caccia alle streghe” motivata politicamente dal presidente Bio, come parte dei piani dell’attuale governo per distogliere l’attenzione del pubblico dalle questioni di primaria importanza.

La Sierra Leone, Paese dell’Africa occidentale ed ex colonia britannica, è stata dilaniata da una guerra civile dal 1991 al 2002, che ha causato la morte di almeno 50.000 persone, nonché gravi danni all’economia. Julius Maada Bio, ex leader militare ed esponente del partito nazionalista Sierra Leone People’s Party (SLPP), è stato eletto presidente il 7 marzo 2018, e ha assunto l’incarico il 4 aprile. Secondo quanto riferito da Reuters, Bio avrà il difficile compito di ricostruire l’economia del Paese, messa in ginocchio delle epidemie di ebola e dal crollo dei prezzi. Il rapporto della Commissione afferma, inoltre, che la corruzione e la cattiva gestione economica sotto la presidenza di Koroma hanno peggiorato la situazione finanziaria della Sierra Leone che, ad oggi, possiede un debito estero pari a quasi la metà del prodotto interno lordo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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