Israele: attaccheremo se Assad entrerà nelle alture del Golan

Pubblicato il 6 luglio 2018 alle 14:31 in Israele Siria

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Israele, giovedì 5 luglio, ha avvertito che attaccherà le forze del regime siriano, nel caso in cui queste si avvicinassero alla zona demilitarizzata delle alture del Golan. Tale eventualità potrebbe altresì verificarsi nel corso delle operazioni in atto contro i ribelli dell’opposizione, presenti nella Siria sud-occidentale. Le forze di Bashar al-Assad hanno lanciato un’offensiva militare il 19 giugno a Daraa e, secondo quanto riportato da The New Arab, sarebbero prossime a colpire la zona di Quneitra, vicino alle alture del Golan occupate da Israele, attualmente controllata dai ribelli. 

“Dobbiamo verificare e fare di tutto per chiarire ai russi e al governo di Assad, che non accetteremo alcuna presenza armata da parte del regime siriano nelle aree che devono rimanere demilitarizzate” ha dichiarato Gilad Erdan, un ministro nel gabinetto di sicurezza di Netanyahu, giovedì 5 luglio, al sito di notizie israeliano Ynet. Quando interrogato riguardo all’eventuale uso di misure preventive contro l’esercito siriano, il ministro ha affermato di essere “inequivocabilmente” pronto al loro impiego. Erdan ha poi citato esempi di precedenti di attacchi aerei israeliani effettuati contro strutture siriane, le quali si ritiene che siano state utilizzate in attacchi contro Israele da parte delle forze iraniane in Siria. 

Sempre secondo Ynet, la principale preoccupazione dello Stato ebraico è mantenere l’arci rivale iraniano, alleato di Assad, insieme alla milizia libanese Hezbollah, il più lontano possibile dal confine. “La nostra richiesta è che le forze iraniane escano o si ritirino dalla Siria interamente, e in modo particolare dalla parte sudoccidentale della Paese” ha dichiarato un alto ufficiale delle Israel Defence Forces. La settimana corrente, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha richiamato due volte l’attenzione dell’ONU per assicurare la salvaguardia di un armistizio israeliano-siriano del 1974, monitorato dall’agenzia. Tale tregua proibisce o limita la presenza militare di entrambe le parti nelle alture del Golan.

Nel contesto dell’escalation delle tensioni tra Israele e Iran, il ministro dell’Energia israeliano, Yuval Steinitz, ha minacciato il presidente siriano, Bashar Al-Assad, di morte e di rovesciamento del suo governo, per due volte, il 23 aprile e il 7 maggio. Nella prima occasione, il ministro aveva affermato che, se Al-Assad avesse permesso a qualcuno di dichiarare guerra a Israele dal territorio siriano, avrebbe subito le conseguenze della sua decisione. Nella seconda, Steinitz aveva dichiarato: “Se il presidente siriano, Bashar Al-Assad, continuerà a consentire agli iraniani di operare fuori dalla Siria, Israele lo eliminerà e rovescerà il suo regime”.

Teheran mirerebbe a creare in Siria due corridoi di transito che consentano all’Iran di raggiungere il mar Mediterraneo. Nella prospettiva iraniana, il primo corridoio dovrebbe collegare l’area di Baghdad a quella di Damasco, attraverso la città di Al-Tanf, al confine con Iraq, Siria e Giordania. Il secondo corridoio, invece, dovrebbe collegare la regione di Mosul, in Iraq, con Raqqa, in Siria.

In tal modo, l’Iran riuscirebbe a realizzare due obiettivi. Il primo obiettivo è costituito all’accesso diretto dell’Iran ai suoi proxies nelle alture del Golan, estendendo il suo fronte con Israele dal sud del Libano alle alture del Golan, fino a Yarmouk. Il secondo obiettivo è quello di acquisire basi navali sulla costa siriana. Già nel 2016 il capo di stato maggiore iraniano aveva affermato pubblicamente che l’Iran avrebbe costruito basi navali in Siria e Yemen.

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Alice Bellante

di Redazione

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