Europa: Parlamento europeo condanna EAU per rappresaglia contro Somalia

Pubblicato il 6 luglio 2018 alle 13:13 in Emirati Arabi Uniti Europa

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Il Parlamento europeo ha criticato gli Emirati Arabi Uniti (EAU) in una risoluzione di giovedì 5 luglio, per aver intrapreso azioni di rappresaglia contro la Somalia. Tali rappresaglie sarebbero dovute alla posizione neutrale del Paese riguardo la crisi delle relazioni dei Paesi del Golfo col Qatar. Questa situazione diplomatica è denominata Crisi del Golfo ed è iniziata quando gli Emirati Arabi Uniti, l’Egitto, l’Arabia Saudita e il Bahrein hanno interrotto i rapporti con il Qatar il 5 giugno 2017 e hanno imposto un blocco delle comunicazioni via terra, mare e aria con il Paese. Il blocco, guidato dai sauditi, ha accusato Doha di sostenere il terrorismo, una accusa negata con determinazione dal Qatar.

In questo contesto, in termini di più ampio confronto tra Emirati Arabi Uniti (EAU) e Arabia Saudita, da un lato, e Qatar, dall’altro, il governo federale della Somalia ha cercato di rimanere neutrale. Come rappresaglia per questa scelta, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi hanno cessato i regolari pagamenti di sostegno alla Somalia, il che indebolisce ulteriormente la capacità del governo di pagare le forze di sicurezza, ha affermato la risoluzione dell’Unione Europea. La dichiarazione del Parlamento europeo ha inoltre esortato gli Emirati Arabi Uniti “a cessare immediatamente ogni atto di destabilizzazione in Somalia e a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale della Somalia”.

Le relazioni tra la Somalia e gli Emirati Arabi Uniti si sono deteriorate da quando il Paese ricco di petrolio del Golfo ha iniziato a gestire un importante porto nel Somaliland, il territorio separatista del Somalia nel 2017. Il Somaliland è uno Stato non riconosciuto dalla comunità internazionale composto dalle province settentrionali della Somalia. È situato nel Corno d’Africa e occupa l’intera area di quella che fino al 1960 era la Somalia Britannica e che dal 26 giugno al 1 luglio 1960 è stata lo Stato del Somaliland. Confina con il Gibuti a ovest, con l’Etiopia a sud e con la Somalia a est. Le province somale con cui confina il Somaliland, che hanno recentemente rivendicato il diritto a costituirsi in stato autonomo (senza separarsi dalla Somalia), sono il Puntland ed il Khatumo, ma in passato sugli stessi territori erano sorti anche il Maakhir e il Northland. Il Somaliland intrattiene relazioni politiche con Regno Unito, Ruanda, Norvegia, Kenya, Etiopia, Irlanda ed Unione europea. Quest’ultima, il 17 gennaio 2007, ha inviato una delegazione per gli affari africani per discutere di una futura cooperazione tra Unione Europea e Somaliland. Nel 2007, l’europarlamentare, Annemie Neyts-Uyttebroeck, del partito ALDE, uno dei tre principali dell’Unione Europea, ha inviato una lettera a Javier Solana, l’allora Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune dell’Unione Europea, ed al presidente del Somaliland Dahir Rayale Kahin, nella quale si fa richiesta del riconoscimento ufficiale del Somaliland da parte dell’Unione.

Anche gli Emirati Arabi Uniti hanno invitato funzionari del Somaliland per visite di Stato e stanno costruendo una base militare nella regione dal 2017, in base ad un accordo con funzionari della regione. Inoltre DP World, il quarto più grande operatore al mondo con sede a Dubai, ha investito  442 milioni di dollari nel 2016 per lo sviluppo del porto di Berbera, in Somaliland. L’accordo suggerisce che il Paese si sta muovendo verso il riconoscimento dell’indipendenza. La Somalia ha annunciato all’inizio di quest’anno che interromperà il finanziamento degli Emirati Arabi Uniti per le proprie forze armate, sintomo che le relazioni tra i due Paesi si sono deteriorate. Il rifiuto della Somalia di prendere posizione nel boicottaggio guidato dal saudita del Qatar, di cui fanno parte gli EAU, ha ulteriormente teso le reciproche relazioni.

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di Redazione

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