Cina-USA: la più grande guerra commerciale della storia economica

Pubblicato il 6 luglio 2018 alle 13:40 in Cina USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un portavoce del Ministero del Commercio cinese ha dichiarato che, con i dazi addizionali del 25% sui prodotti cinesi, per un valore di 34 miliardi di dollari, gli Stati Uniti hanno dato il via alla più grande guerra commerciale della storia economica

Secondo quanto riportato dal quotidiano Global Times, non c’è spiegazione al perché l’amministrazione del presidente americano, Donald Trump, cerchi uno scontro commerciale con la Cina. Alcuni credono che sia una mossa elettorale, altri ritengono, invece, che Trump voglia davvero affrontare il problema del deficit commerciale degli Stati Uniti con la Cina. Altri ancora sostengono che il suo vero scopo sia contenere il progresso tecnologico della Cina e, proprio per questo, i dazi colpiscono prevalentemente le industrie cinesi come l’aerospaziale, le telecomunicazioni e l’intelligenza artificiale.

Il presidente americano ha annunciato le tariffe statunitensi il 15 giugno e aveva poi minacciato Pechino, il 18 giugno, con ulteriori dazi, per un valore di 200 miliardi, sui prodotti cinesi, in caso di ritorsioni da parte della Repubblica Popolare. Alla notizia che alcuni dazi americani sui prodotti cinesi diventeranno effettivi a partire dal 6 luglio, il ministro del Commercio cinese aveva accusato gli Stati Uniti di “estrema pressione e comportamento estorsivo”. Da parte sua, Pechino ha delineato un piano tariffario ai danni di Washington, consistente in dazi su vari prodotti statunitensi, tra cui automobili, prodotti agricoli e frutti di mare, per un valore di 50 miliardi di dollari. Secondo il leader della Casa Bianca, tuttavia, tale piano conferma la determinazione della Cina a mantenere gli Stati Uniti in una condizione di svantaggio permanente e ingiusto. Le tariffe statunitensi, infatti, sono una reazione ampiamente giustificate, secondo Trump, alla luce della violazione dei diritti sulla proprietà intellettuale e della sottrazione del know how delle imprese americane di cui Washington accusa Pechino.

Gli Stati Uniti rischiano la guerra commerciale non solo con la Cina, ma anche con l’Europa. La World Trade Organization (WTO) ha da sempre fornito il quadro per il libero scambio. La Cina ha rispettato gli impegni assunti quando si è unita a tale istituzione e il commercio estero cinese è ora controllato dalle regole dell’WTO e le controversie sono risolte in conformità con le regole dell’organizzazione. Dopo che la Cina è diventata la seconda economia più grande del mondo, l’apertura dei mercati è stata il principio dominante per favorire un ulteriore sviluppo. La Cina ha poi adottato misure per rafforzare la protezione dei diritti di proprietà intellettuale, ampliare l’accesso al mercato e ridurre i dazi. Il 28 giugno, la Cina aveva rivelato una lista nera per gli investimenti stranieri, riducendo i vincoli degli investitori stranieri in Cina.

La Cina e gli Stati Uniti hanno condotto tre cicli di negoziati sul commercio. La Repubblica popolare ha promesso di acquistare più prodotti dagli Stati Uniti. Questi prodotti sono ciò di cui la Cina ha bisogno e gli Stati Uniti sono disposti a vendere, principalmente prodotti agricoli ed energia. In uno dei suoi tweet a maggio, il presidente degli Stati Uniti aveva dichiarato: “Sotto il nostro potenziale accordo con la Cina, i cinesi acquisteranno dai nostri grandi agricoltori americani praticamente tutto quello che questi ultimi possono produrre”. Secondo il quotidiano, The Global Times, la Cina non vuole essere coinvolta in una guerra commerciale e aggiunge che le discrepanze sul commercio possono essere gradualmente risolte. Lo scontro sarà invece inevitabile se il governo di Trump tenterà di contenere lo sviluppo high-tech della Cina e di marginalizzare la sua promettente industria.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.