Palestina: 44 scuole a rischio demolizione israeliana

Pubblicato il 5 luglio 2018 alle 12:52 in Israele Palestina

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In Cisgiordania, più di 170 bambini vedranno la loro scuola demolita a breve, secondo quanto riporta Save the Children. Alcuni bulldozer israeliani hanno iniziato ad abbattere diversi villaggi beduini, il 4 luglio. Alla luce di ciò, il gruppo umanitario ha chiesto impegno immediato per proteggere le scuole e mantenere l’accesso all’apprendimento per migliaia di bambini palestinesi, sottolineando che sono 44 le scuole a rischio di demolizione.

Le forze israeliane hanno aggredito dozzine di palestinesi mentre protestavano contro il trasferimento forzato e lo smantellamento di un villaggio beduino nei pressi di Gerusalemme est. Secondo la Palestinian Red Crescent, sono almeno 35 i palestinesi feriti, di cui 4 ricoverati in ospedale, in seguito agli eventi di mercoledì 4 luglio nel villaggio di Khan al-Ahmar. Video diffusi online mostrano membri delle forze di sicurezza israeliane che picchiano e tentano di arrestare uomini, donne e bambini palestinesi. In uno dei video, si vedono alcuni soldati trascinare violentemente una donna palestinese, levandole forzatamente il velo. Khan al-Ahmar è nell’area C della Cisgiordania, zona sotto il totale controllo amministrativo e militare israeliano. La comunità beduina di Jahalin, residente a Khan al-Ahmar, abitava la zona già nel 1953, molto prima che nei pressi venissero costruiti 2 insediamenti israeliani. La comunità palestinese crede di essere rimossa con la forza per permettere ad Israele di espandere gli insediamenti nel territorio palestinese.

Le forze sicurezza dello Stato ebraico sono arrivate sulla scena con attrezzature pesanti e almeno un bulldozer nelle prime ore di mercoledì 4 luglio, dopo una lunga battaglia legale tra i 180 residenti e la Corte Suprema israeliana. La vittoria dello Stato ebraico è scaturita dall’assenza del permesso di costruzione. Le autorità israeliane, tuttavia, approvano raramente tali concessioni nell’area C, a causa dell’espansione di insediamenti illegali prevalentemente israeliani. Secondo quanto riportato dalle Nazioni Unite, le autorità di Israele hanno approvato solo l’1,5% di tutte le richieste di autorizzazione palestinesi presentate tra il 2010 e il 2014. Martedì 3 luglio, le Nazioni Unite hanno sollecitato lo Stato ebraico ad interrompere lo sgombero forzato di circa 181 persone che vivono nel villaggio, etichettando le azioni israeliane come “discriminatorie” e incompatibili per il diritto internazionale. 

Jennifer Moorehead, direttrice di Save the Children nel territorio palestinese, ha avvertito che le demolizioni potrebbero avere un grave impatto psicologico sui bambini. “L’influenza che questi smantellamenti hanno sul benessere dei bambini e sulla loro capacità di apprendere e sentirsi al sicuro, non può essere sottovalutato e non deve essere accettato. Questa comunità ha già sofferto tanto e la loro unica speranza ora è vedere un livello più alto di interventi politici da parte della comunità internazionale” ha dichiarato Moorehead.

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Alice Bellante

di abellante

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