Malesia: ex primo ministro indagato proclama la sua innocenza

Pubblicato il 5 luglio 2018 alle 6:48 in Asia Malesia

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L’ex primo ministro malese, Najib Razak, ha proclamato la sua innocenza dopo che si è aperto il processo legale nei suoi confronti presso la Corte di Kuala Lumpur, mercoledì 4 luglio. La data finale del processo è stata fissata al 18 febbraio 2019.

“Confido nella mia innocenza e ritengo che questo processo mi fornirà l’opportunità per riabilitare il mio nome a seguito delle numerose accuse che sono state presentate contro di me. Se questo è il prezzo che devo pagare per aver servito il popolo malese per 42 anni, sono pronto ad accettarlo”, ha dichiarato l’ex primo ministro Najib.

L’ex primo ministro è indagato per corruzione e l’indagine aperta a suo carico riguarda il trasferimento di 10,6 milioni di dollari sul proprio conto privato da parte della SRC International, ex filiale del fondo sovrano 1Malaysia Development Berhad (1MDB).

SRC International era stata creata nel 2011 sotto il governo guidato dall’allora primo ministro Najib con lo scopo di proseguire gli investimenti all’estero nell’ambito delle risorse energetiche. Dopo un anno di permanenza sotto il fondo sovrano 1MDB, era stato spostato nel 2012 direttamente sotto il controllo del ministero delle Finanze. Il fondo sovrano 1MDB, invece, è stato istituito nel 2009 con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo del Paese.

Le indagini avviate nei confronti dell’ex primo ministro Najib sono proseguite a ritmi più sostenuti a seguito della vittoria alle elezioni del 9 maggio da parte della coalizione di opposizione, Pakatan Harapan, guidata dal leader Mahathir Mohamad di 92 anni.

Secondo i risultati ufficiali rilasciati dall’Election Commission, la coalizione Pakatan Harapan aveva ottenuto 113 seggi in Parlamento, sufficienti a formare la maggioranza, mentre la coalizione di Najib Razak, Barisan Nasional, al potere dal 1957, anno in cui la Malesia ha raggiunto l’indipendenza dalla Gran Bretagna, aveva conquistato solo 79 seggi.

Queste elezioni hanno segnato una vera e propria svolta per il Paese, come sognato dal leader Mahathir. “Dobbiamo vincere con una larga maggioranza di voti per evitare che vi possano essere tentativi di imbrogliare e manipolare l’esito delle elezioni da parte del partito attualmente alla guida del Paese. Il popolo malese deve generare uno tsunami popolare in Malesia in occasione delle elezioni”, aveva sostenuto il leader Mahathir prima delle elezioni. 

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Alice Barberis

di Redazione

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