Immigrazione: Direttore generale dell’IOM in visita in Libia

Pubblicato il 5 luglio 2018 alle 9:35 in Immigrazione Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il direttore dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), William Lacy Swing, è in visita ufficiale a Tripoli, dove è giunto mercoledì 4 luglio per incontrare i superstiti degli ultimi naufragi avvenuti al largo della Libia. È previsto che Swing incontri anche il premier del governo di Tripoli, Fayez Serraj.

Nel corso della settimana passata circa 218 migranti hanno perso la vita in diversi incidenti in mare. Il 30 giugno 104 persone, tra cui 3 neonati, sono morti in un naufragio. Il primo luglio un’imbarcazione è affondata al largo di Al Khums, ad est di Tripoli, causando la morte di almeno 100 migranti, mentre altri 41 sono riusciti a salvarsi. E ancora, il 3 luglio la Guardia Costiera libica ha reso noto che almeno 7 migranti, tra cui 2 bambini, sono morti in mare, mentre altri 123 stranieri sono stati tratti in salvo venendo trasferiti in un centro di detenzione nella capitale del Paese nordafricano. Secondo le ultime stime dell’IOM, dal primo gennaio al primo luglio 2018, sono morti nel Mediterraneo 1.405 migranti, la maggior parte dei quali ha perso la vita nella tratta centrale, che collega la Libia all’Italia.

Dal 18 al 29 giugno, il progetto Missing Migrants dell’IOM ha registrato il decesso di complessivamente 483 persone:

  • Il 18 giugno sono stati recuperati 5 corpi vicino a Melittah, mentre 115 migranti sono stati soccorsi dalla Guardia Costiera libica;
  • Il 19 giugno UN Refugee Agency (UNHCR) ha reso noto che su 100 migranti coinvolti in un naufragio, soltanto 5 sono riusciti a salvarsi. Al largo di Dela, invece, altri 70 sono morti, mentre 60 sono stati soccorsi;
  • Il 20 giugno la UNHCR ha riportato la morte di 50 persone al largo di Garabulli, 1 corpo è stato recuperato nel corso di un’operazione di soccorso di fronte a Al Hamidiyah, mentre i superstiti sono stati 82;
  • Il 21 giugno 26 cadaveri sono stati recuperati in diversi punti del mare di fronte alle coste libiche;
  • Il 24 giugno 97 stranieri sono stati salvati dalla Guardia Costiera mentre altri 4 hanno perso la vita;
  • Infine, il 29 giugno, 6 corpi sono stati recuperati al largo di Al Maya e 2 al largo di Sayiad.

“Sono appena tornato in Libia dopo una serie di incidenti in cui hanno perso la vita centinaia di migranti e diversi neonati, il mio messaggio è che tutti dobbiamo concentrarci a salvare le vite e proteggere i diritti dei migranti”, ha dichiarato Swing. Si tratta della terza visita in Libia del direttore generale dell’IOM. Nella giornata di giovedì 5 luglio Swing si recherà presso alcuni centri di detenzione. L’agenzia dell’Onu, da lungo tempo, sta portando avanti una campagna per chiudere tali strutture, dal momento che al loro interno i diritti dei migranti non vengono rispettati, costringendo le persone a subire abusi. Swing sostiene inoltre che le donne e i bambini dovrebbero essere divisi dagli altri detenuti per garantire la loro salvaguardia.

La Libia costituisce ormai da anni il principale porto di partenza dei flussi migratori diretti in Italia e in Europa, attraverso il Mediterraneo. Da quando il regime dittatoriale del ditattore Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011, il Paese nordafricano non è mai riuscito a compiere una transazione democratica. Ancora oggi, il potere politico è diviso in due governi rivali: il primo insediato a Tripoli, sostenuto dall’Onu e dall’Italia, mentre il secondo insediato a Tobruk, e sostenuto dalla Russia e dall’Egitto. I trafficanti di esseri umani, ormai da lungo tempo, stanno traendo vantaggio da questa situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati, o rinchiusi nei centri di detenzione senza il minimo rispetto dei loro diritti.

Dall’inizio del 2017, l’Italia, sostenuta dall’Unione Europea e sotto la guida dell’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha concluso una serie di accordi in ambito migratorio con la Libia che, a partire dal mese di luglio 2017, hanno portato ad una diminuzione degli sbarchi. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, dal primo gennaio al 5 luglio 2018, sono giunti in Italia via mare 16.707 migranti, cifra pari all’80% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017, quando dal Paese nordafricano erano giunti sulle coste italiane 85.137 stranieri. 

Il 2 luglio, in seguito alla visita ufficiale a Tripoli del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, avvenuta il 25 giugno, la Commissione bilaterale italo-libica ha elaborato un piano di rafforzamento urgente delle forze libiche coinvolte nella gestione del fenomeno migratorio, chiamato “Piano Salvini”. Tale iniziativa prevede che l’Italia fornisca ulteriore equipaggiamento alla Guardia Costiera, alla Marina e alla Guardia di frontiera libiche, come gommoni e veicoli. Nello specifico, la bozza del decreto legge all’esame del pre-Consiglio dei ministri prevede lo stanziamento di 400.000 euro in 2 anni per la manutenzione dei mezzi e per la formazione del personale della Marina e della Guardia Costiera libica, che riceveranno altresì 12 motovedette e 2 unità navali dalla Guardia di Finanza italiana.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.