Bangladesh: aumentano le forze di sicurezza nei campi dei Rohingya

Pubblicato il 5 luglio 2018 alle 20:15 in Asia Bangladesh

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Il Bangladesh sta schierando migliaia di forze dell’ordine aggiuntive nei campi profughi dei Rohingya nel sud del Paese, a seguito di una serie di omicidi che hanno seminato il terrore tra i rifugiati.

La polizia ha effettuato un certo numero di arresti in relazione ad alcuni degli omicidi, ma afferma che spesso i moventi rimangono poco chiari. Le vittime sono state condotte di notte in luoghi isolati, da gruppi di uomini armati di pistole, coltelli e bastoni. Di giorno i campi profughi sono sorvegliati dall’esercito del Bangladesh, ma durante la notte il numero di agenti in attività sono decisamente inferiori. Il sovrintendente della polizia della città costiera di Cox’s Bazar, A.K.M. Iqbal Hossain, sotto la cui giurisdizione ricadono i campi, ha affermato che una forza speciale di circa 2.400 uomini si sta formando per proteggere i rifugiati.

La minoranza musulmana Rohingya non è mai stata riconosciuta come minoranza ufficiale del Paese e, per questo, è stata spesso vittima di persecuzioni da parte della maggioranza buddista che popola il Myanmar. Tali persecuzioni hanno subito un aumento progressivo nel corso del 2017, raggiungendo l’apice nel mese di agosto quando alcuni militanti islamisti appartenenti ai Rohingya hanno attaccato alcune stazioni di polizia. Secondo quanto riportato dalle Nazioni Unite, circa 700.000 Rohingya avrebbero lasciato il Paese per rifugiarsi nel distretto di Cox’s Bazar, in Bangladesh, a seguito dell’avvio dell’offensiva guidata dall’esercito nazionale.

Anche prima dell’esodo di agosto, si erano verificati episodi di violenza nei campi, che la polizia e gli operatori umanitari del Bangladesh avevano attribuito a scontri per il controllo delle forniture ai campi. L’ultimo omicidio, quello del trentacinquenne Arifullah, leader locale, si era verificato il 18 giugno su una strada trafficata, fuori dal campo di Balukhali, nel quale era stato nominato a capo di migliaia di rifugiati. Un gruppo di uomini lo aveva circondato, pugnalandolo almeno 25 volte, secondo quanto riportato dalla polizia. Tre uomini Rohingya sono stati arrestati per l’omicidio di Arifullah, che parlava inglese, aveva lavorato per agenzie internazionali in Myanmar e spesso incontrava delegati stranieri che visitavano i campi.

La polizia ha arrestato circa 300 Rohingya legati agli omicidi, alle rapine e ai rapimenti che si sono verificati nei campi a partire da agosto del 2017. L’esercito aveva nominato alcuni volontari Rohingya per fare la guardia di notte, ma la maggior parte di questi aveva smesso di lavorare perché non pagati. Alcuni funzionari stranieri, inoltre, hanno manifestato i loro dubbi riguardo al mantenimento della sicurezza in campi così affollati. “Quello che sento dai miei colleghi è ovviamente fonte una grande preoccupazione”, ha dichiarato Peter Maurer, presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa, in una visita ai campi effettuata il 1 luglio. “È ovvio che è una grande sfida quando si gestiscono così grandi numeri, in tali cattive condizioni, e in situazioni così difficoltose”.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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