Russiagate: comitato del Senato USA conferma interferenze di Mosca

Pubblicato il 4 luglio 2018 alle 13:27 in Russia USA e Canada

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La Russia ha interferito nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti nel 2016, per favorire la vittoria del presidente americano, Donald Trump. Lo conferma un rapporto, pubblicato martedì 3 luglio, dell’Intelligence Committee del Senato americano, che sta conducendo un’indagine bipartisan su una serie di attività russe legate alle presidenziali statunitensi. Sebbene l’indagine sia ancora in corso, il comitato ha rilasciato alcune considerazioni preliminari, sulla base di un’analisi approfondita dell’Intelligence Community Assessment (ICA), il rapporto prodotto dalla CIA, dall’FBI e dall’NSA, nel gennaio 2017.

Il comitato sostiene alcune conclusioni delle agenzie di intelligence statunitensi. “Lo sforzo russo era ampio e sofisticato e i suoi obiettivi erano di minare la fiducia pubblica nel processo democratico, di danneggiare il candidato democratico, Hillary Clinton, e di aiutare Donald Trump”, ha spiegato il vicepresidente democratico del comitato, Mark Warner. Intanto, il consigliere speciale degli Stati Uniti, Robert Mueller, sta conducendo un’indagine indipendente rispetto a quella del Congresso, per valutare se qualche membro repubblicano della campagna elettorale di Trump si sia coordinato con Mosca. Tuttavia, né l’intelligence americana, né il comitato del Senato hanno concluso che i membri della campagna elettorale o gli assistenti di Trump erano collusi con Mosca, sebbene il comitato stia ancora valutando ogni possibile collusione. Neppure l’Intelligence Committe della Camera, dominata dai Repubblicani, ha trovato prove che dimostrino la collusione, ma, in un rapporto del 27 aprile, aveva informato che la Russia aveva condotto una campagna per alterare le elezioni.

Il Cremlino nega l’ingerenza, la Casa Bianca la collusione. “Il presidente è stato molto chiaro e ha detto molte volte che ritiene che i russi si siano intromessi l’elezione”, ha dichiarato ai giornalisti, in merito al rapporto del comitato, il portavoce della Casa Bianca, Hogan Gidley. Il 28 giugno, Trump ha twittato che la Russia ribadiva di non aver interferito nelle elezioni ma, il giorno seguente, ha chiarito di avere intenzione di affrontare la questione con il presidente russo, Vladimir Putin, quando lo incontrerà a Helsinki, in Finlandia, il 16 luglio, incontro in vista del quale il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, e il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, si sono di recente sentiti telefonicamente per discutere dell’imminente summit e delle prospettive di relazioni bilaterali fra Washington e Mosca, nell’ottica di una “stabilità strategica”, nonchè di una serie di questioni in primo piano nell’agenda mondiale attuale, tra cui la questione siriana e coreana, secondo quanto riferito dallo stesso ministro degli Esteri russo, martedì 3 luglio.

Il rapporto dell’Intelligence Committe del Senato è l’ultimo di 4 inchieste relative alle elezioni su cui Repubblicani e Democratici continuano a cooperare. Non sono emerse divergenze tra i due partiti neppure sulla questione della sicurezza dei sistemi elettorali americani, su cui il comitato ha precedentemente indagato e riferito. Il comitato sta valutando anche il ruolo dell’amministrazione Obama nel ritardo nell’avviare le indagini sull’interferenza di Mosca nelle elezioni presidenziali americane, nonché il ruolo svolto dai social media nell’influenzare gli elettori americani.

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di Redazione

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