Pakistan: richiesto l’intervento dell’esercito per le elezioni del 25 luglio

Pubblicato il 4 luglio 2018 alle 13:30 in Asia Pakistan

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Il primo ministro pakistano Nasir-ul-Mulk ha chiesto l’assistenza dell’esercito per assicurare una conduzione armoniosa e pacifica delle elezioni generali, che si terranno il 25 luglio 2018.

Il Primo Ministro ha espresso la speranza di poter ricevere tale supporto durante un briefing da parte del Ministero della Difesa presso l’Ufficio del Primo Ministro. Riguardo allo spiegamento del personale dell’esercito durante il processo elettorale, il Primo Ministro ha ricordato l’esperienza positiva delle elezioni precedenti e ha sottolineato l’importante ruolo del ministero nella difesa del Paese. Durante l’incontro erano presenti il ministro della Difesa, Naeem Khalid Lodhi, segretario del Primo Ministro Suhail Aamir, il Segretario della Difesaamir-ul-Hasan Shah e alti funzionari del governo erano presenti durante il briefing. Il Segretario della Difesa, il tenente Zamir-ul-Hasan Shah, ha tenuto un discorso dettagliato sul funzionamento del Ministero. Il Segretario ha informato il Primo Ministro in merito allo spiegamento del personale dell’esercito durante le prossime elezioni generali del 2018.

La Commissione Elettorale del Pakistan, il 31 maggio, aveva rilasciato il programma e il codice di condotta per le elezioni generali del 25 luglio. Babar Yaqoob, il segretario della Commissione, aveva dichiarato che i candidati avrebbero potuto presentare le nomine dal 2 al 6 giugno. I presidenti di seggio hanno pubblicato i nomi dei candidati il 7 giugno e hanno iniziato lo scrutinio delle loro credenziali lo stesso giorno. Il processo di controllo si è concluso il 14 giugno. La Commissione Elettorale ha inoltre emesso un codice di condotta provvisorio per le prossime elezioni. Tale codice delinea prescrizioni e regolamenti per partiti politici, candidati e funzionari elettorali attraverso 6 categorie. Queste includono: condotta generale, campagna, pubblicità, riunioni e processioni, il giorno di votazione e altro.

Ai partiti politici e ai candidati è stato chiesto di astenersi dal propagare opinioni contrarie alla Costituzione e all’ideologia del Pakistan. Oltre a ciò, sono stati invitati a sostenere i diritti e la libertà del popolo. Le regole vietano inoltre al governo o a qualsiasi autorità di inviare o trasferire deputati o funzionari nominati, connessi ai sondaggi, senza l’approvazione della Commissione Elettorale. Ai partiti politici è stata proibita l’accettazione di denaro da potenziali candidati, sotto forma di finanziamenti ai partiti.

Secondo le regole dettate dalla Commissione, il 5% dei seggi dovrà essere assegnato a donne, in linea con le leggi del Pakistan che richiedono una rappresentanza paritaria tra uomini e donne all’interno degli organi legislativi. La Commissione ha deciso di limitare le spese elettorali per i seggi dell’Assemblea Nazionale a 4 milioni di rupie e a 2 milioni per i seggi provinciali. Al fine di garantire ulteriore trasparenza, ha istruito i candidati ad aprire conti con esclusivo scopo elettorale in qualunque banca del Pakistan, per consentire il monitoraggio delle transazioni. Ancora, secondo il codice di condotta, i candidati saranno tenuti a presentare alla Commissione Elettorale un resoconto completo delle spese sostenute durante le elezioni, entro 10 giorni dal voto. Ai partiti è stato intimato di astenersi dall’influenzare la stampa e i media e di non ricorrere alla violenza in qualsiasi forma. Il codice di condotta proposto, inoltre, impedisce ai partiti di utilizzare fondi dell’erario pubblico per compagne politiche dirette alla stampa o ai media. La pubblica esposizione di armi da fuoco è stata proibita in occasione di incontri, processioni e generali attività legate alle elezioni. Tale divieto rimarrà in vigore fino a 24 ore dopo il consolidamento dei risultati da parte della Commissione. Questa ha anche vietato ai partiti di tenere più di una riunione pubblica in un singolo collegio elettorale. L’uso di un linguaggio offensivo contro gli avversari sarà trattato come una pratica corrotta.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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