Marocco: piano di autonomia per il Sahara occidentale unica soluzione

Pubblicato il 4 luglio 2018 alle 6:19 in Marocco Sahara Occidentale

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Il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, ha affermato che il piano di autonomia, ideato nel 2007 per risolvere la questione del Sahara occidentale, è parte degli sforzi in corso nel Paese per costruire una società moderna e democratica basata sullo Stato di diritto, le libertà economiche e lo sviluppo sociale. In un discorso pronunciato martedì 3 luglio a Dakhla in nome del Rappresentante permanente del Marocco alle Nazioni Unite, Omar Hilale, il ministro ha sottolineato che il progetto è stato istituito nel quadro della legalità per “garantire tutti i diritti collettivi e individuali stabili dagli strumenti internazionali, in particolare quelli relativi ai diritti umani, alle risorse naturali e al principio di autodeterminazione”. Bourita ha poi specificato: “Il piano di autonomia presentato dal Marocco è stato sviluppato per proteggere tutti i sahrawi, all’interno e all’esterno, e preservare la loro composizione pluralistica, tribale e intergenerazionale, il loro posto e il loro ruolo senza discriminazioni”.

Secondo quanto riportato dal ministro, il progetto prevede l’istituzione di un ordine di principi costituzionali e politici di ampia portata, che consentirà agli abitanti del Sahara di gestire democraticamente i loro affari attraverso organi legislativi, esecutivi e giudiziari con competenze esclusive.

La proposta del Marocco, denominata “Iniziativa marocchina per la negoziazione di uno statuto di autonomia per la regione del Sahara” è stata ideata con l’obiettivo di concedere l’autonomia al territorio, che rimarrebbe sotto la sovranità marocchina. Dall’altra parte, la proposta del Fronte Polisario “per l’accettazione reciproca di una soluzione politica che prevede l’autodeterminazione del Popolo sahrawi”, è incentrata invece sulla necessità di un referendum che contempli 3 opzioni: indipendenza, autonomia o integrazione. Il Fronte auspica l’indipendenza, mentre il progetto di autonomia è stato concepito come un compromesso tra la prima ipotesi e quella dell’integrazione nel Regno del Marocco, ponendosi, secondo le autorità, come unica soluzione al conflitto.

Nel corso del suo intervento, Bourita ha chiarito che la regione del Sahara occidentale disporrà delle risorse finanziarie necessarie al suo sviluppo in tutti i campi, pur partecipando attivamente alla vita economica, sociale e culturale del Marocco. Il ministro ha citato la città di Dakhla come “esempio degli sforzi compiuti con successo dal Regno per lo sviluppo delle province meridionali”. “Come tutte le altre città sahariane, Dakhla ha vissuto negli ultimi anni una profonda trasformazione e sostanziali progressi a tutti i livelli che l’hanno resa oggi una città esemplare per il Regno del Marocco e a livello internazionale”.

In merito a ciò, Bourita ha ricordato che, nel 2015, un nuovo piano di sviluppo per le province meridionali era stato creato con l’obiettivo di realizzare vari progetti nei settori economico, industriale, dell’agricoltura, della pesca, del turismo, dell’istruzione, della tecnologia e delle infrastrutture. “L’obiettivo del Marocco è quello di consentire al Sahara occidentale di svolgere il suo ruolo storico di centro per gli scambi commerciali tra il Regno e il resto dell’Africa”, ha affermato il ministro, sottolineando che la regione sarà stabilita come uno spazio geostrategico di riferimento per la pace, la stabilità e la prosperità dell’intera regione euro-africana e il resto dell’area Sahel-Sahariana. “Le opportunità offerte dalla regionalizzazione avanzata e dagli sforzi di sviluppo guidati dal Marocco renderanno la regione del Sahara un centro economico integrato e contribuiranno a promuovere il successo del piano di autonomia proposto dal Regno per la risoluzione di questa disputa “, ha concluso il Bourita.

La disputa territoriale che concerne il Sahara occidentale risale agli anni 1975-76, quando il Marocco, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, aveva preso il controllo di due terzi dell’area, che si trova sulla costa nord-occidentale dell’Africa, al confine con il Marocco, la Mauritania e l’Algeria. Negli stessi anni, il Fronte Polisario aveva annunciato la nascita della Sahara Arab Democratic Republic (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria, dove erano fuggiti migliaia di rifugiati. Ancora oggi, le autorità di Rabat sostengono che l’area del Sahara Occidentale, la quale ospita vaste riserve di fosfato, sia parte del Regno. Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi per l’indipendenza e vorrebbe indire un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove vivono circa mezzo milione di individui. Forti tensioni sono scoppiate nell’agosto 2016, quando il Marocco invase la zona indipendente del Sahara Occidentale, violando il cessate il fuoco imposto dalle Nazioni Unite. Attualmente, tale territorio è diviso in diverse zone, alcune autonome altre occupate dalle truppe marocchine.

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Chiara Gentili

di Redazione

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