Immigrazione: la nave Open Arms attracca a Barcellona

Pubblicato il 4 luglio 2018 alle 16:00 in Europa Immigrazione

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La nave Open Arms dell’omonima Ong spagnola è giunta nel porto di Barcellona, mercoledì 4 luglio, dopo 4 giorni in mare, come reso noto su twitter dall’Ong. Il 30 giugno, al largo delle coste libiche, la Open Arms ha avvistato un gommone alla deriva, da cui ha tratto in salvo 60 migranti, provenienti da 14 diversi Paesi. I migranti sono in buone condizioni di salute, rassicura la portavoce della Ong, Laura Lanuza, anche se “stanchi e ansiosi”.

A bordo della nave ci sono 50 uomini, 5 donne e 5 minori, 3 dei quali non accompagnati. Secondo quanto riportato da Ansamed, 8 migranti provengono dalla Palestina, 8 dal Sud Sudan, 3 dal Mali, 5 dalla Siria, 1 dal Burkina Faso, 1 dala Costa d’Avorio, 4 dall’Eritrea, 8 dall’Egitto, 3 dalla Repubblica Centrafricana, 2 dal Camerun, 6 dalla Libia, 8 dal Bangladesh e 1 dalla Guinea.

La Spagna si è preparata ad accoglierli, predisponendo un piano di accoglienza simile a quello allestito a Valencia per l’Aquarius, collaborando con la Croce Rossa spagnola, il comune di Barcellona e le autorità catalane. I migranti saranno visitati a bordo della stessa nave dai medici di Sanidad Exterior, poi scenderanno a terra, dove saranno ospitati presso i centri di accoglienza messi a disposizione dal comune di Barcellona e riceveranno un permesso di soggiorno umanitario temporaneo, della durata di 45 giorni. Tale decisione del governo spagnolo è analoga a quella presa per i 629 migranti a bordo dell’Aquarius.

Secondo quanto affermato dalla Croce Rossa spagnola e riportato da Ansamed, dal 6 giugno al 1 luglio sono arrivati a Barcellona 639 migranti, giunti nel sud della Spagna su barconi attraverso lo Stretto di Gibilterra.

La Ong catalana ha criticato la chiusura dei porti alle navi di Ong decisa dalle autorità italiane. Alla sua stessa nave, le autorità italiane e maltesi hanno negato l’ingresso e l’accoglienza. Il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, aveva annunciato il soccorso prima ancora dell’Ong catalana, affermando che la nave Open Arms si era “lanciata verso un barcone e, prima dell’intervento di una motovedetta libica, ha in tutta fretta imbarcato una cinquantina di immigrati. Questa nave si trova in acque Sar della Libia, porto più vicino Malta, associazione e bandiera della Spagna: si scordino di arrivare in un porto italiano”. “Salvini la smetta con le bugie”, ha replicato con un tweet, da Malta, il portavoce del governo.

La capo missione di Open Arms, Anabel Montes, ha spiegato all’agenzia spagnola Efe che la decisione italiana “ci lascia in una situazione di impotenza” e che l’accoglienza da parte della Spagna, pur essendo una via d’uscita “un minimo degna”, non rappresenta una soluzione, a causa dei maggior tempo e risorse che è stato necessario impiegare per raggiungere il porto di Barcellona. La capo missione ha sottolineato che le Ong non sono in alcun modo responsabili dell’afflusso di migranti, negando “l’effetto chiamata” che sarebbe prodotto dalla presenza di navi delle organizzazioni. “Questa gente fuggiva già prima che ci fossero le nostre navi”, ha spiegato Montes.

Le navi delle Ong che negli ultimi mesi hanno pattugliato la zona Sar nel tratto di mare davanti alla Libia che va da Zuara a Garabulli e Homs si sono allontanate. Le ultime a lasciare l’area sono state le due navi della Ong Proactiva Open Arms, la Open Arms e la Astral.

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di Redazione

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