Trump ad alleati NATO: spendete di più in difesa

Pubblicato il 3 luglio 2018 alle 10:04 in NATO USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scritto, a giugno, lettere ai leader di alcuni alleati della NATO, tra cui Germania, Belgio, Norvegia e Canada, per richiamarli esplicitamente in merito alla spesa da loro destinata alla difesa. È quanto riportato dal New York Times, secondo il quale due fonti diplomatiche avrebbero riferito che il presidente americano ha scritto ad almeno una dozzina di Paesi, compresi l’Italia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, la Spagna e il Portogallo, sebbene la Casa Bianca non abbia fornito conferme in merito alla corrispondenza presidenziale.

In tali lettere, il presidente americano ha avvisato gli alleati che gli Stati Uniti stanno perdendo la pazienza con i membri della NATO che non rispettano gli obblighi scaturenti dall’alleanza e che gli Stati Uniti potrebbero considerare un’eventuale reazione, anche in merito alla presenza militare americana nel mondo. Le accuse di Trump, peraltro non nuove da parte delle amministrazioni statunitensi, fanno riferimento al mancato rispetto, da parte degli alleati, dell’impegno di spendere il 2% del PIL in difesa, impegno, questo, assunto al termine del summit del Galles, nel 2014.

“Negli Stati Uniti c’è una crescente frustrazione in merito al fatto che alcuni alleati non hanno intensificato come promesso. Gli Stati Uniti continuano a dedicare più risorse alla difesa dell’Europa, quando l’economia del continente, compresa quella della Germania, sta andando bene e le sfide alla sicurezza abbondano. Questo non è più sostenibile per noi”, avrebbe scritto Trump alla cancelliera tedesca, Angela Merkel, sottolineando che l’insofferenza americana proviene anche dal Congresso. L’amministrazione Trump, peraltro, aveva già precedentemente considerato il ritiro su vasta scala di gran parte dei 35.000 soldati americani, di stanza in Germania, definita dal presidente americano come un “modello di comportamento” per gli altri alleati europei. Trump ha riconosciuto la “pressione politica interna” che è necessario sopportare per aumentare le spese militari, ma ha affermato che “sarà sempre più difficile giustificare ai cittadini americani il motivo per cui alcuni paesi non condividono il fardello della sicurezza collettiva della NATO mentre i soldati americani continuano a sacrificare le loro vite all’estero o tornare a casa gravemente feriti”.

Peraltro, non è la prima volta che Trump mette in discussione l’alleanza, accusando i suoi membri di approfittare degli Stati Uniti. Stavolta, però, ha minacciato conseguenze. Tali accuse, inoltre, aggravano la tensione tra alleati, già salita in occasione del vertice del G7, conclusosi in Canada, il 9 giugno, con il ritiro degli Stati Uniti dal documento finale congiunto, nonché in materia di commercio, a causa delle misure protezionistiche decise dall’amministrazione Trump.

Mentre il consigliere americano per la sicurezza nazionale, John Bolton, ha chiarito che il presidente agisce nell’interesse dell’alleanza, che vuole mantenere forte, il segretario statunitense alla Difesa, Jim Mattis, aveva scritto, a giugno, al ministro della difesa britannico, Gavin Williamson, avvisandolo che, se il Regno Unito non avesse aumentato la spesa militare, la Francia avrebbe potuto sostituire il tradizionale alleato anglosassone come “partener di scelta” degli Stati Uniti.

L’11 e il 12 luglio si terrà, a Bruxelles, il summit NATO, al quale dovrebbe partecipare anche Trump. Secondo il New York Times, non è improbabile che, nel corso del meeting, emergano divisioni all’interno dell’alleanza, che, secondo il quotidiano americano, potrebbero giocare a vantaggio del presidente russo, Vladimir Putin, che incontrerà Trump a Helsinki, in Finlandia, il 16 luglio.

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di Redazione

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