Somalia: bomba a Mogadiscio ferisce 7 persone

Pubblicato il 3 luglio 2018 alle 12:13 in Africa Somalia

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A Mogadiscio, capitale della Somalia, una bomba collocata sul ciglio della strada ha provocato il ferimento di 7 persone, lunedì 2 luglio. Secondo quanto riferito all’agenzia di stampa Reuters dall’ufficiale maggiore di polizia, Abdullahi Hussein, l’esplosione dell’ordigno è avvenuta in un momento in cui non c’era alcuna macchina in transito e ad essere colpiti sono stati solo i passanti. “I 7 feriti sono stati subito portati in ospedale”, ha dichiarato il direttore del servizio di emergenza Amin Ambulances, Abdikadir Abdirahman.

Ancora nessuna rivendicazione immediata di responsabilità è stata fatta. Tuttavia, è probabile che a compiere l’agguato sia stato il gruppo islamista al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, attivo sul territorio dal 2006 e affiliato di al-Qaeda. Scopo dell’organizzazione è rovesciare il governo centrale di Mogadiscio, supportato dall’Onu e dai Paesi occidentali, per assumere il potere e imporre la propria visione, più radicale, della legge islamica, la Sharia. La campagna di violenza del gruppo è rivolta principalmente alle forze della missione di pace AMISOM, istituita nel gennaio 2007 dall’Unione Africana e approvata dalle Nazioni Unite, ma spesso vengono presi di mira anche i civili. L’attacco più mortale compiuto da al-Shabaab in Somalia si è verificato il 14 ottobre 2017, a Mogadiscio, dove un’esplosione di autobombe ha ucciso più di 500 persone.

Divenuta indipendente nel 1977, la Somalia è precipitata in una guerra civile dal 1991, quando il presidente Siad Barre fu rovesciato dai gruppi di resistenza armata attivi nel Paese dagli anni ’80. Il successivo vuoto di potere portò a una lotta tra i vari movimenti ribelli. Il conflitto indusse le Nazioni Unite ad organizzare una missione di peace-keeping nell’aprile 1992 (UNOSOM). Il Country Report on Terrorism 2016 del governo americano ha inserito il Paese africano al primo posto tra gli Stati considerati “safe heavens” (rifugi sicuro) del terrorismo in Africa. Dopo essere stati espulsi dalla capitale nell’agosto 2011, i jihadisti hanno cominciato a perdere altre numerose roccaforti sparse nel Paese. Tuttavia, al-Shabaab resta una grave minaccia, con i suoi combattenti che effettuano ripetutamente bombardamenti contro obiettivi civili e militari a Mogadiscio e altre città della Somalia.

In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007 per assistere le forze somale nella guerra contro i terroristi. Da quando il presidente Donald Trump ha iniziato il suo mandato presidenziale, il 20 gennaio 2017, ha giurato di voler eliminare la minaccia jihadista da diversi Paesi, tra cui la Somalia. Ne è conseguito che, tra il gennaio e il novembre 2017, gli USA hanno compiuto 30 bombardamenti aerei nel Paese africano contro i militanti di al-Shabaab, segnando una forte crescita rispetto al numero delle operazioni svolte negli anni precedenti. Le offensive tra i soldati americani e i militanti terroristi sono innumerevoli. L’ultimo attacco del gruppo alle forze speciali statunitensi si è verificato l’8 giugno e un soldato americano è rimasto ucciso.

Al-Shabaab non è l’unica organizzazione terroristica che minaccia il territorio somalo. Tra il 3 e il 4 novembre 2017, sono stati compiuti i primi raid aerei americani contro lo Stato Islamico in Somalia dal momento che, nel corso dei 12 mesi passati, una fazione somala fedele all’ISIS era cresciuta notevolmente, passando da poche decine di membri a più di 200 militanti, aggravando la situazione già precaria nella regione.

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Chiara Gentili

di Redazione

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