Siria: negoziati con Russia e Giordania falliti, riprendono gli scontri

Pubblicato il 3 luglio 2018 alle 15:31 in Russia Siria

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Dopo alcune ore di calma, scontri e attacchi aerei sono ricominciati nel sud della Siria, nei pressi Daraa. Diverse fazioni dell’opposizione hanno respinto ciò che la Russia ha definito come un “accordo di riconciliazione“. Il fallimento dei negoziati con Mosca e Amman ha altresì spinto i ribelli a dichiarare una mobilitazione generale per affrontare gli sforzi del regime di Assad, mirati ad avanzare verso le loro roccaforti, in particolare nelle aree di al-Tireh, Tal al-Samn e nei dintorni di Tafs, a nord di Daraa. 

I contingenti del regime e le milizie che combattono al loro fianco, sostenute da una copertura aerea, hanno lanciato un’operazione per avanzare verso Tafs da due assi: uno orientale dal lato di Tapline Road e uno settentrionale attraverso l’area di Tal al-Samn. Secondo quanto riportato da al-Arabiya English, la decisione di dirigersi verso Tafs indicherebbe che il governo mira a separare in due le aree controllate dall’opposizione nella campagna occidentale. Nel frattempo, le truppe di Assad stanno cercando di avanzare per assediare i quartieri di Daraa al-Balad e tagliare la strada tra la campagna orientale e occidentale della città. 

Dopo due settimane di attacchi aerei e di scontri a fuoco, le truppe del regime siriano detengono metà della capitale provinciale, prima occupata dai ribelli. Il regime aveva intimato già da tempo che Daraa, in quanto luogo di nascita della rivolta siriana, sarebbe stata al centro dei prossimi attacchi. Dopo aver riconquistato i bastioni dei dissidenti nella regione del Paese situata a nord di Homs e intorno alla capitale, il regime siriano ha deciso di concentrare i suoi sforzi militari contro le regioni sud-occidentali della Siria, al confine con Israele e con la Giordania, per sconfiggere i ribelli che si oppongono all’autorità di Assad. Le forze d’opposizione, oltre alla zona di Daraa, controllano anche parte della vicina provincia di Quneitra. In tale contesto, è importante evidenziare che entrambe le provincie toccano la linea dell’armistizio con Israele nelle alture del Golan occupate.

La Giordania, il 30 giugno, ha svolto ruolo di mediazione tra le fazioni ribelli e Mosca, mirando ad incoraggiare la stipulazione di un trattato che prevedeva da una parte la fine delle violenze, e dall’altra il ritorno della sovranità governativa sulla provincia di Deraa e sui suoi confini. La richiesta russa era tale e quale a quella avanzata in precedenza ai ribelli del Goutha orientale: i ribelli potevano o accettare il ripristino del potere di Assad sulla regione, o essere costretti a lasciare il territorio in questione insieme alle proprie famiglie. I ribelli della Siria sud-occidentale, però, non hanno accettato simili termini di resa, e hanno invece proposto di ripristinare istituzioni statali nelle zone in mano all’opposizione, oppure l’arrivo di contingenti di polizia e militari russi, piuttosto che il ritorno delle forze di Assad. L’esercito governativo siriano ha già riconquistato vaste porzioni della regione orientale del territorio di Deraa in meno di due settimane di combattimenti, e sono molte le città e i villaggi che si sono arresi e hanno già accettato il ritorno del loro territorio in mano ad Assad.

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Alice Bellante

di abellante

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