Messico: Morena conquista anche il potere locale

Pubblicato il 3 luglio 2018 alle 15:07 in America Latina Messico

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Il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI), del presidente in carica Enrique Peña Nieto, ha subito una grave sconfitta non solo alle presidenziali, in cui il candidato José Meade non ha superato il 13% dei voti, ma anche alle elezioni locali, dove non conquista nessuno stato.

Corruzione e insicurezza sono i motivi, secondo diversi analisiti, per cui i messicani hanno ribaltato il loro voto a favore di Morena, la formazione di Andrés Manuel López Obrador che ha vinto in cinque degli stati al voto: Città del Messico, Veracruz, Tabasco, Chiapas e Morelos. Il Fronte, che riunisce il Partito di Azione Nazionale (PAN) di destra, il Partito della Rivoluzione Democratica (PRD) di sinistra e i liberali di Movimiento Ciudadano (MC) ha conquistato tre stati: Puebla, Guanajuato e Yucatan. Movimiento Ciudadano, da solo, ha conquistato lo stato di Jalisco.

Gli scandali di corruzione che hanno coinvolto l’amministrazione uscente, a livello statale come federale, hanno indebolito fortemente il partito istituzionale. I casi di leader che hanno sottratto le finanze dei loro stati come Javier Duarte a Veracruz, César Duarte a Chihuahua e Roberto Borge in Quintana Roo nonché livelli di violenza che hanno battuto ogni recors, hanno pesato sulla sconfitta della forza politica per decenni hanno dominato il territorio del paese. In alcuni territori il PRI, nelle sue varie declinazioni, governa da quasi un secolo.

Juntos Haremos Historia, la coalizione formata da Morena, il partito di López Obrador, dal Partito del Lavoro e da Incontro Sociale ha approfittato del malcontento popolare e ha raggiunto successi senza precedenti grazie all’effetto domino causato dal voto presidenziale per López Obrador. Ha vinto in Chiapas, dove non aveva mai partecipato alle elezioni ed è arrivata seconda a Guanajuato, dove la sinistra non è mai stata rappresentativa.

A Città del Messico, Claudia Sheinbaum, già collaboratrice di Andrés Manuel López Obrador quando questi era alla guida della capitale, ha conquistato un largo vantaggio contro Alejandra Barrales, rappresentante del Frente (PAN-PRD-MC). 

Nello stato di Tabasco, nel sud-est del paese, i dati parziali mostrano che il candidato Morena, Adam Augusto López Hernández, ha stravinto le elezioni, con oltre il 61%. Tabasco è lo stato originario di López Obrador, ed è uno degli stati più poveri del Messico, con un tasso di disoccupazione quasi doppio rispetto alla media nazionale. L’ex calciatore Cuauhtemoc Blanco, idolo di generazioni di messicani, ha conquistato lo stato di Morelos per la coalizione guidata da Morena con oltre il 50% dei voti. In Chiapas, Rutilio Escandón Cádenas, il candidato della coalizione guidata da Morena ha conquistato lo stato grazie alla rottura della coalizione tra Partito della Rivoluzione Democratica e Verdi.

A Veracruz, il terzo stato più popoloso nel paese, i risultati preliminari danno la vittoria al morenista Cuitláhuac García con il 44% dei voti, mentre il candidato del fronte Miguel Ángel Yunes, figlio del governatore uscente, si ferma al 38%. 

Il Fronte ha vinto a Puebla, dove  Martha Erika Alonso Hidalgo ha superato il candidato di Morena, Miguel Barbosa, di circa quattro punti percentuali. Alonso Hidalgo è moglie dell’ex governatore di Puebla, Rafael Moreno Valle. In Yucatán, il Fronte ha vinto per poco meno di tre punti percentuali contro il candidato del PRI. La penisola rappresenta l’unico stato dove il partito del presidente Peña Nieto è arrivato secondo. 

A Jalisco, il candidato di Movimiento Ciudadano, Enrique Alfaro è riuscito a porre fine al bipartitismo. In questo stato, che era stata solo governato dal PRI e dal PAN, l’ex sindaco di Guadalajara, favorito secondo tutti i sondaggi, ha conquistato lo stato. Il PRI cede anche il secondo posto al candidato di Morena, Carlos Lomelí. 

La pesante sconfitta subita dal PRI domenica 1 luglio, si aggiunge a quella subita alle elezioni locali del 2016. Quell’anno il partito di governo aveva subito una sconfitta senza precedenti , perdendo 7 governatorati in gioco: Puebla, Aguascalientes, Chihuahua, Durango, Quintana Roo, Veracruz e Tamaulipas. Negli ultimi quattro Stati, i cittadini non avevano mai avuto un partito di governo che non fosse il PRI.

La disfatta del partito che ha governato il Messico sin dalla rivoluzione ha fatto sì che il presidente eletto, Andrés Manuel López Obrador, parlasse della notte di domenica come del quarto cambiamento radicale nella storia del paese, dopo l’indipendenza, la guerra contro l’imperatore Massimiliano e la rivoluzione.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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