Iran: Rouhani va in Europa per salvare l’accordo sul nucleare

Pubblicato il 3 luglio 2018 alle 12:30 in Europa Iran

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Il presidente iraniano, Hassan Rouhani, è partito lunedì 1 luglio per un viaggio in Europa definito “di importanza primaria”, alla luce del ritiro statunitense dal Joint Comprehension Plan of Action (JCPOA), l’accordo nucleare tra l’Iran e il resto del mondo. Rouhani ha in programma Svizzera e Austria come parte del tour finalizzato assicurare il sostegno europeo. Secondo quanto riferito dai media di stato iraniani, il presidente ha lasciato Teheran per atterrare a Zurigo. La delegazione iraniana si recherà poi a Vienna, mercoledì 3 luglio, dove l’intesa nucleare è stata firmata il 14 luglio 2015.

Il viaggio sarà “un’opportunità per parlare del futuro dell’accordo” ha dichiarato Rouhani ad alcuni giornalisti presso l’aeroporto Mehrabad, a Teheran, prima della partenza. La visita arriva quasi due mesi dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di ritirare il Paese unilateralmente dall’accordo, scatenando l’ira degli altri firmatari: Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna e Russia, i quali, insieme all’Unione Europea, hanno continuato a sostenere l’intesa. Il viaggio europeo di Rouhani sarà “di importanza primaria ” in quanto potrebbe “fornire un quadro più preciso della cooperazione tra Iran ed Europa”, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Bahram Ghassemi, nei commenti dell’agenzia di stampa semi-ufficiale ISNA.

Il 1 luglio, l’Austria ha assunto la presidenza semestrale dell’Unione europea, mentre la Svizzera, da parte sua, continua a rappresentare gli interessi degli Stati Uniti in Iran, alla luce dell’assenza di relazioni diplomatiche tra Washington e Teheran. Vienna, dove è stato siglato l’accordo, è anche la sede del corpo di controllo nucleare delle Nazioni Unite, l’International Atomic Energy Agency (AIEA), la quale monitora il rispetto dell’intesa da parte dell’Iran.

L’accordo nucleare è stato la pietra miliare della politica di Rouhani, volta a costruire una maggiore apertura con l’Occidente. Tuttavia, l’uscita degli Stati Uniti ha portato alla luce severe critiche dalla fazione ultra-conservatrice presente nel Paese. A ciò si aggiunge che, anche prima della decisione di Trump, gli iraniani avevano lamentato la mancata concretizzazione dell’aumento degli investimenti esteri, auspicata dopo la conclusione dell’accordo. Di conseguenza, la decisione di Washington apre la strada a nuove sanzioni USA contro Teheran, le quali condizioneranno le imprese di paesi terzi che continuano a operare in Iran. Alla luce di ciò, un certo numero di ditte straniere ha già annunciato l’interruzione delle attività in Iran, a causa della rinnovata imposizione delle sanzioni.

In Svizzera, Rouhani incontrerà il presidente svizzero, Alain Berset, per firmare alcuni accordi di cooperazione economica. La visita di due giorni coinciderà con un forum economico bilaterale su salute e nutrizione, tuttavia non è chiaro se il presidente iraniano parteciperà di persona. 

Anche a Vienna, ci sarà un analogo focus sulle finanze, durante il quale Rouhani dovrebbe firmare memorandum sulla cooperazione economica. Il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, ha dichiarato che parlerà chiaramente con la controparte iraniana riguardo al ruolo del Paese in Medio Oriente, dal momento che Teheran continua a negare ogni responsabilità per la destabilizzazione della regione. Il tour europeo fa parte di un progetto diplomatico finalizzato ad ottenere il supporto europeo dopo ritiro statunitense dal JCPOA, avvenuto l’8 maggio. Il leader supremo dell’Iran, Ali Khamenei, ha altresì chiesto all’Europa di fornire una serie di garanzie economiche affinché Teheran continui il suo impegno. Aumentando la pressione sui partner europei, l’Iran ha inoltre ordinato l’avvio di alcuni preparativi necessari al riavvio delle attività nucleari, da implementare nel caso in cui l’accordo dovesse collassare.

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Alice Bellante

di Redazione

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