Germania: Merkel è d’accordo a inasprire regole sull’immigrazione

Pubblicato il 3 luglio 2018 alle 13:00 in Germania Immigrazione

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Il cancelliere tedesco Angela Merkel e il suo partito hanno minacciato di rovesciare la fragile coalizione di governo sulla questione della gestione dei flussi migratori, ma la crisi è stata sventata dopo che i colloqui con il ministro dell’Interno lo hanno portato a rinunciare alla sua minaccia di dimettersi e un accordo sulle politiche migratorie è stato trovato.

Nella serata di lunedì 2 luglio, dopo cinque ore di colloqui, Horst Seehofer, leader della Christian Social Union (CSU) bavarese e ministro dell’Interno della Germania, ha riferito ai giornalisti che conserverà il suo incarico a seguito di un accordo con la Democrazia Cristiana (CDU) della Merkel, la quale ha affermato che avrebbe ostacolato l’immigrazione clandestina.

Entrambe le parti hanno definito questo accordo “un vero compromesso, arrivato dopo un duro scontro e giorni difficili”, ha commentato la Merkel, aggiungendo che ciò ha comportato la creazione di centri di detenzione e trattamento per richiedenti asilo vicino ai confini tedeschi.

Seehofer ha concordato che le discussioni sono state intense, sottolineando che intende conservare il suo incarico di gabinetto dopo aver minacciato di lasciarlo, e di rallegrarsi del fatto che “valga la pena lottare per le proprie convinzioni”. “Abbiamo ora un chiaro accordo su come prevenire l’immigrazione clandestina attraverso il confine tedesco-austriaco in futuro”, ha aggiunto Seehofer, la cui CSU è il tradizionale alleato del partito CDU della Merkel. L’accordo richiede ancora il consenso dell’altra coalizione partner della Merkel, i socialdemocratici di centro-sinistra, per diventare una politica propriamente di governo.

Il patto ha sconvolto la politica europea, alimentando l’ascesa di partiti anti-immigrazione tra cui il partito di estrema destra per la Germania (AfD), che ora minaccia di spodestare la CSU nelle elezioni regionali di ottobre. Nell’ambito dell’accordo, i migranti che hanno già presentato domanda di asilo in altri Paesi membri dell’Unione Europea verranno tenuti nei centri di transito al confine, mentre la Germania negozierà accordi bilaterali per il loro ritorno. I centri di transito, come le zone “airside” negli aeroporti internazionali, saranno considerati ai fini dell’immigrazione come territorio non tedesco, rendendo più facile espellere i rifugiati da essi.

Tale politica migratoria ha attirato l’attenzione di molti critici, tra cui Bernd Riexinger del partito di opposizione Die Linke, di estrema sinistra, che su Twitter ha etichettato il piano come uno per la creazione di “campi di concentramento di massa” e ha aggiunto che “l’umanità si è persa per strada”. Questo accordo è stato l’ultimo motivo di crisi del governo tedesco, dopo la decisione della Merkel del 2015 di aprire i confini della Germania a più di un milione di rifugiati dalla guerra in Medio Oriente e in Africa.

L’accordo di compromesso ha fatto sì che Seehofer fosse in grado di accrescere i controlli dell’immigrazione, mentre la Merkel era in grado di dire che la Germania ha aderito alle regole dell’UE e ha sostenuto la libertà di circolazione all’interno del blocco.

“Lo spirito di collaborazione nell’Unione europea è preservato e allo stesso tempo un passo importante per ordinare è stato preso”, ha riferito la Merkel ai giornalisti.

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di Redazione

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