Yemen: Emirati Arabi Uniti annunciano pausa in offensiva contro Houthi a Hodeida

Pubblicato il 2 luglio 2018 alle 6:04 in Emirati Arabi Uniti Yemen

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Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato, domenica 1 luglio, una pausa nell’offensiva contro i ribelli Houthi nella città portuale di Hodeida, in Yemen, per dare un’opportunità al processo di pace sponsorizzato dalle Nazioni Unite.

Il ministro degli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash, ha spiegato su Twitter che sostiene i tentativi dell’inviato speciale dell’ONU, Martin Griffiths, di raggiungere un accordo con i ribelli che preveda il loro ritiro incondizionato dalla città e dal porto yemenita. “Abbiamo sospeso la nostra campagna per consentire la piena esplorazione di questa opzione. Speriamo che Griffiths avrà successo” ha aggiunto Gargash.

L’annuncio ha fatto seguito all’incontro tra l’inviato speciale dell’ONU e il presidente dello Yemen, Rabbo Mansour Hadi, avvenuto all’inizio della settimana. Hadi richiede il completo ritiro dei ribelli dalla città, che ormai da settimane è al centro di una offensiva militare da parte del governo yemenita e dei suoi alleati regionali, guidati dalla coalizione a guida saudita.

Gli Houthi controllano la città di Hodeida e il suo porto dal 2014. Il 13 giugno, gli Emirati Arabi Uniti e i suoi alleati, inclusa l’Arabia Saudita, avevano lanciato una massiva operazione militare, chiamata “Golden Victory”, per riprendere il controllo dell’area. Le truppe avevano conquistato l’aeroporto di Hodeida, il 19 giugno, e ne avevano preso ufficialmente il controllo il giorno dopo, consolidando la propria presenza nella città, e continuando a combattere per eliminare la presenza dei ribelli dalla città.

La guerra civile in Yemen è iniziata il 19 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. Da parte sua, l’Iran sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo. La Repubblica Islamica ha negato con fermezza le accuse, provenienti dagli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita. In questo contesto è intervenuta anche la Russia, sostenendo che lo scambio di armi tra Yemen e Iran potrebbe essersi verificato precedentemente rispetto all’imposizione dell’embargo sulle armi in Iran, avvenuto a seguito di una serie di risoluzioni Onu, adottate a partire dal 2006.

Dal porto di Hodeida passa circa il 70% delle importazioni dello Yemen, così come gli aiuti umanitari necessari per sostenere gli 8 milioni di yemeniti che sono stati duramente colpiti dalla guerra civile. Circa 10.000 persone sono morte a causa della guerra nel Paese dal 2015, in quella che è stata definita dalle Nazioni Unite la più grande crisi umanitaria del mondo. L’offensiva contro Hodeida potrebbe avere conseguenze catastrofiche. Le Nazioni Unite hanno avvertito che fino a 250.000 persone sono a rischio in caso di un attacco nell’area.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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