Turchia: membro chiave dell’organizzazione terroristica di Fetullah muore in prigione

Pubblicato il 2 luglio 2018 alle 18:33 in Medio Oriente Turchia

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Zeki Güven, ex capo dell’intelligence del Dipartimento di Polizia di Ankara, arrestato per presunti legami con l’organizzazione terroristica di Fetullah Gulen (FETO), è morto in prigione per un infarto, domenica 1 luglio.

Il sospettato Güven era stato arrestato nel mese di giugno mentre si trovava in un centro commerciale in compagnia della moglie, Sevda Güven, presso la provincia occidentale di Eskişehir, con l’accusa di aver operato all’interno di un’organizzazione terroristica. Egli era uno dei 171 sospettati sotto processo presso il 14° Tribunale Penale di Ankara per aver preso parte ad uno scandalo, avvenuto nel 2010, che aveva visto il coinvolgimento di Deniz Baykal, leader del principale partito di opposizione.

A seguito del colpo di Stato del 15 luglio 2016, il predicatore Fetullah Gulen era stato accusato di aver organizzato l’offensiva e il governo di Ankara ha iniziato a definire il movimento di Gulen come FETO, ovvero organizzazione terroristica. Dal 21 luglio 2016, a seguito di tali eventi, Ankara ha imposto lo stato di emergenza nel Paese.

Tale misura è stata estesa per la settima volta consecutiva il 18 aprile, quando il Consiglio dei ministri turco aveva stabilito che lo stato di emergenza sarebbe rimasto in vigore per il periodo di 3 mesi. Lo stato di emergenza è stato rimosso a seguito delle elezioni parlamentari e presidenziali del 24 giugno. A partire dal 15 luglio 2016, oltre 160.000 persone sono state arrestate e 152.000 dipendenti pubblici, compreso il personale militare, sono stati licenziati, secondo un report pubblicato il 20 marzo dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR).

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Alice Barberis

di Redazione

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