Mali: esplode autobomba, 4 morti

Pubblicato il 2 luglio 2018 alle 6:00 in Africa Mali

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Un attentato a una pattuglia militare nel Mali settentrionale, domenica 1 luglio, ha causato la morte di 4 civili e il ferimento di 4 degli 8 soldati francesi coinvolti sul territorio.

“Confermo che si è trattato di un’autobomba che è stata guidata verso una pattuglia congiunta dell’esercito malese e Barkhane”, ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa, Boubacar Diallo. Barkhane è il nome di un’operazione, avviata il 1 agosto 2014, con la quale quasi 4mila forze francesi stazionano nelle ex colonie della ragione del Sahel. Nell’attacco di domenica sono state ferite circa una dozzina di persone, tra cui 4 degli 8 soldati francesi appartenenti alle truppe Barkhane, ha spiegato Diallo.

Il portavoce dell’esercito francese, Patrik Steiger, ha confermato che 2 civili sono stati uccisi nell’attentato a Gao, e che le loro forze stanno controllando lo stato della pattuglia, formata da 30 unità francesi, che è stata presa d’assalto. Steiger ha altresì affermato che l’esplosione è avvenuta vicino a 3 veicoli francesi.

Nessun gruppo terroristico ha ancora rivendicato la responsabilità dell’attentato, avvenuto un mese prima delle elezioni presidenziali, previste nel Paese per il 29 di luglio. Due giorni prima dell’aggressione, inoltre, alcuni militanti islamici avevano ucciso almeno 6 persone durante un raid al quartier generale del Mali centrale, un Paese che le truppe francesi stanno aiutando nella lotta ai jihadisti nascosti nelle vaste lande desertiche.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, il quale nel 2017 si era lamentato della lentezza delle operazioni preposte alla creazione del G5 Sahel, lunedì 2 luglio si recherà in Mauritania per discutere questioni legate alla sicurezza della regione.

Le potenze occidentali, tra cui in particolare la Francia e gli Stati Uniti, hanno stanziato ingenti somme per sovvenzionare l’operato del G5 Sahel, nel tentativo di sedare le incursioni jihadiste. Tuttavia la task-force, la quale è operativa sul territorio dal febbraio 2017, è stata contrassegnata da un inizio lento e incerto, segnato da ritardi e problematiche finanziarie e di coordinazione tra i 5 Paesi che ne fanno parte.

Giovedì 28 giugno, il ministero della Difesa francese ha stilato un rapporto in cui si legge che circa 15 miliziani jihadisti sono stati uccisi da un contingente delle sue forze, in cooperazione con i commando malesi, in seguito agli scontri avvenuti con circa 20 islamisti in data 22 giugno. Nel comunicato si specifica inoltre che la battaglia, in cui le forze africane e francesi si sono avvalse anche dell’aiuto di alcuni elicotteri, ha portato al sequestro e alla distruzione di numerosi armamenti e mezzi di locomozione usati dai terroristi, tra cui munizioni, armi di vario tipo, 6 moto e 2 pick-up.

L’iniziativa G5 Sahel Force mira a sconfiggere i gruppi armati attivi nell’area africana nord-occidentale e contrastare la crescita dell’estremismo. Il corpo della missione è composto da 5.000 ufficiali, tra cui soldati, poliziotti e agenti speciali originari di Mali, Mauritania, Niger, Burkina Faso e Ciad. Il presidente francese, Emmanuel Macron, è uno dei principali sostenitori del G5 Sahel. La Francia spera che l’istituzione di questa autorità permetta loro di ritirare le circa 4000 truppe che si trovano in Mali dal 2013. In quell’anno, Parigi aveva stanziato i suoi uomini nel contesto di un’operazione ONU volta a evitare che i militanti islamisti prendessero il controllo del Paese. Dal 2013 sono 162 le vittime appartenenti al corpo della missione MINUSMA, l’operazione di peacekeeping in Mali, annoverata tra le più pericolose dell’ONU.

Dopo l’indipendenza dalla Francia, nel 1960, il Mali ha vissuto 23 anni di dittatura militare fino alle elezioni democratiche del 1992. Nell’aprile 2012, dopo il colpo di Stato al presidente Amadou Toumani Toure, i tuareg avevano preso il controllo del nord del Paese e dichiarato l’indipendenza della regione. Tuttavia, tre mesi dopo, un gruppo ribelle legato ad Al-Qaeda, Ansar Dine, si era imposto su quell’area mettendo in serio pericolo la sicurezza dello Stato. Due anni dopo, nel giugno 2015, un accordo di pace è stato firmato tra governo e tuareg. La minaccia jihadista, invece, non si è arrestata e, da allora, si verificano periodicamente attacchi. Tra i diversi gruppi terroristici attivi in Mali, figura anche al-Qaeda del Maghreb (AQIM) che, il 9 maggio, aveva minacciato di voler attaccare le compagnie occidentali che effettuano operazioni commerciali negli Stati africani del nord-ovest. Inizialmente le azioni terroristiche erano concentrate nel deserto del nord o nei territori del centro ma, nel corso del tempo, si sono estese anche nel sud del Paese e verso i confinanti Niger, Burkina Faso e Costa d’Avorio.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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