Iraq: recinzione al confine con la Siria per bloccare l’ISIS

Pubblicato il 2 luglio 2018 alle 10:04 in Iraq Siria

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L’Iraq ha avviato la costruzione di una barriera di sicurezza lungo il confine con la Siria per impedire ai militanti dell’ISIS di entrare nel Paese. La recinzione comprende una trincea larga 6 metri e si estende per 20 chilometri a nord dell’area di confine nei pressi di al-Qaim, precedentemente controllata dall’ISIS. “Dieci giorni fa abbiamo iniziato a creare una barriera di sicurezza al confine con la Siria” ha dichiarato Anwar Hamid Nayef, il portavoce delle guardie di frontiera nella provincia irachena di Anbar.  Nayef ha inoltre annunciato che alcuni esperti del Ministero della Difesa e alcuni membri di una coalizione anti-ISIS, guidata dagli Stati Uniti, valuteranno l’efficacia del recinto e che, se le istallazioni saranno approvate, saranno estese lungo tutti i 600km del confine con la Siria.

Hamid Abdullah Ibrahim, il comandante delle guardie di frontiera irachene, ha dichiarato che le forze governative sono in procinto di installare alcune telecamere termiche per impedire l’ingesso di individui armati dalla Siria, in modo che né infiltrati, né contrabbandieri, né terroristi possano penetrare nel Paese. Il 9 dicembre 2017, Baghdad ha dichiarato la vittoria sul gruppo dello Stato Islamico, che a metà del 2014 si era introdotto nel Paese, prendendo il controllo di quasi 1/3 del territorio. Nonostante la nota estromissione del gruppo, l’ISIS detiene ancora il controllo di alcune porzioni di territorio nei deserti della Siria orientale, mantenendo la capacità di attaccare l’Iraq dall’interno.  

A conferma della minaccia rappresenatata dallo Stato Islamico, i corpi di 8 prigionieri giustiziati dall’ISIS sono stati rinvenuti lungo un’autostrada a nord di Baghdad, il 28 giugno. In risposta a tale affronto, il Paese ha deliberato l’esecuzione di 12 individui accusati di terrorismo, il 29 giugno, dopo che il primo ministro iracheno, Haider al-Abadi, aveva promesso di vendicare la morte di 8 civili. L’Iraq ha ripetutamente affrontato critiche circa l’elevato numero di condanne a morte emesse dalle sue corti antiterrorismo. Nel 2017, il Paese ha impiccato almeno 111 condannati.

L’Iraq ha dichiarato la vittoria sull’ISIS il 9 dicembre 2017, ma questo continua a condurre attentati, sempre meno sporadici, e a gestire cellule dormienti nel Paese, in particolare nel nord, attorno alla seconda città irachena di Mosul. Negli ultimi mesi si sono verificate numerose azioni terroristiche in Iraq, che hanno interessato le forze di sicurezza e le aree prevalentemente dominate dagli sciiti. Uno di questi ha colpito Tarmiya, un’area a 25 km a nord di Baghdad, il 1 maggio. Inoltre, il 24 maggio, almeno 4 persone sono state uccise mentre altre 15 sono rimaste ferite in un attacco suicida in un caffè nella capitale irachena, dove la gente si era riunita dopo il digiuno giornaliero del Ramadan. 

L’attentato terroristico più mortale condotto dai militanti dell’ISIS negli ultimi mesi ha colpito il Paese il 13 aprile, quando almeno 25 persone sono state uccise e altre 18 sono rimaste ferite durante un corteo funebre, che stava entrando nel cimitero del villaggio di Asdira, situato a sud di Sharqat, nel nord dell’Iraq. Le autorità di Baghdad hanno intrapreso una campagna contro le cellule dormienti dell’organizzazione terroristica che si nascondono all’interno del suo territorio nazionale, in particolare nelle aree di confine con la Siria, e che continuano a condurre aggressioni contro l’Iraq.

Nel contesto della lotta contro le cellule dormienti dello Stato Islamico, martedì 17 aprile, il primo ministro iracheno e capo delle forze armate, Haider Al-Abadi, aveva annunciato l’inizio di una operazione della sicurezza, mirata a liberare le aree di Jazira e dell’alto Eufrate, situate nel governatorato di Al-Anbar, nel territorio occidentale del Paese. Precedentemente, il 10 aprile, il primo ministro aveva dichiarato di aver adottato le misure necessarie per difendere i confini con la Siria, sottolineando che lo Stato Islamico non sarebbe riuscito a conquistare di nuovo l’Iraq. 

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Alice Bellante

di abellante

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