Iran esorta le imprese straniere a resistere alle “minacce” statunitensi

Pubblicato il 2 luglio 2018 alle 11:07 in Iran USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Teheran, sabato 30 giugno, ha esortato le imprese straniere a resistere alla “minaccia” posta dalle sanzioni statunitensi, aggiungendo, inoltre, di essere in trattative con i produttori di automobili francesi per rimanere nel Paese. “Tutte le società che operano in Iran non dovrebbero lasciarsi intimidire dalle minacce statunitensi e dovrebbero continuare le loro attività nel Paese. Tutti coloro che non faranno ciò, saranno sostituiti. Ci sono altri disposti ad investire in Iran.” ha dichiarato il ministro degli Interni iraniano, Mohammad Shariatmadari, durante una conferenza stampa a Teheran.  Quando Shariatmadari è stato interrogato circa il caso dei produttori di veicoli francesi PSA, creatori di Pugeot, DS, Citroen, e Reanault, il ministro ha dichiarato che gli imprenditori stanno continuando a trattare e che per ora non c’è nulla di nuovo.

Le prospettive economiche iraniane sono estremamente peggiorate in seguito al ritiro americano, avvenuto l’8 maggio, dal Joint Comprehension Plan of Action (JCPOA), l’accordo nucleare iraniano. Il JCPOA era stato firmato il 14 luglio 2015 dall’Iran con Stati Uniti, Cina, Russia, Regno Unito, Francia e Germania. Gli Stati Uniti hanno chiesto, martedì 26 giugno, che i Paesi di tutto il mondo smettano di acquistare petrolio iraniano entro il 4 novembre o si preparino ad affrontare le sanzioni economiche americane. Un alto funzionario del Dipartimento di Stato ha avvertito le capitali straniere sul fatto che non saranno concesse deroghe e ha descritto il rafforzamento delle sanzioni su Teheran come “una delle nostre principali priorità di sicurezza nazionale”. In seguito al ritiro americano dal JCPOA, il rial, la valuta nazionale iraniana, ha subito una svalutazione del 40%, scatenando violente proteste da parte dei commercianti e proprietari di bazar, altresì generalmente fedeli ai loro governanti islamici.

Nello specifico le sanzioni americane sul settore automobilistico iraniano saranno ripristinate il 6 agosto. In tale contesto, sia PSA, con la sua filiale di attrezzature automobilistiche Faurecia, sia Renault, alla luce dell’alleanza con il costruttore giapponese Nissan, potrebbero subire un duro colpo in vista delle rinnovate sanzioni. A conferma di ciò, entrambe attualmente vendono quasi la metà di tutte le nuove auto immatricolate in Iran. Con la scadenza incombente, i due gruppi francesi hanno adottato diverse strategie di comunicazione. All’inizio di giugno, PSA ha annunciato di aver “avviato il processo di sospensione delle attività delle sue joint venture in Iran, al fine di rispettare la legge statunitense entro il 6 agosto 2018”, perciò la maggior parte dei dipendenti della compagnia francese ha già lasciato il Paese. La Renault, d’altra parte, ha ambiguamente dichiarato che non avrebbe abbandonato le sue attività in Iran, ma avrebbe “ridotto drasticamente le operazioni” nel Paese senza mettere a repentaglio gli “interessi” dell’azienda.

Con il ripristino delle sanzioni statunitensi, sarà probabilmente sempre più difficile avere accesso al sistema finanziario globale. A questo proposito, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha incontrato il presidente del parlamento e capo della magistratura per discutere l’attuazione di eventuali contromisure. “Sono stati presi in esame vari tipi di minacce mosse all’economia iraniana da parte del governo americano, e sono state decise misure appropriate in vista delle probabili sanzioni statunitensi, per prevenirne l’impatto negativo”, ha riportato IRNA, citando un rapporto del capo di Stato. Tra le soluzioni proposte, vi sarebbe in primis l’ipotesi di tentare di raggiungere l’autosufficienza relativa alla produzione di benzina, è specificato nel suddetto comunicato.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Alice Bellante

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.